entro primavera le selezioni
Operatori sanitari: cinque corsi per formarne centocinquanta
PISA. Cinque corsi di formazione solo a Pisa. Con un unico obiettivo: insegnare a 150 persone come diventare operatore socio-sanitario. I posti di lavoro negli ospedali toscani sono sempre meno e chi...
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Cinque corsi di formazione solo a Pisa. Con un unico obiettivo: insegnare a 150 persone come diventare operatore socio-sanitario. I posti di lavoro negli ospedali toscani sono sempre meno e chi va in pensione difficilmente verrà rimpiazzato; ma di lavoro ce n’è sempre più bisogno, tanto che secondo gli esperti quando ripartiranno le assunzioni, nei prossimi anni a Pisa si può ipotizzare l’infornata di personale. Come nel resto della Toscana. È per questo che la Regione ha stanziato 54.000 euro da girare all’ex Asl di Pisa e all’Azienda ospedaliero-universitaria pisana per formare nuovo personale sanitario. Non è un regalo: in prospettiva futura pare sarebbe una necessità, visto che la popolazione sta invecchiando e il rischio è che le nostre strutture sanitarie (sia le pubbliche che le private) un domani - nonostante molti professionisti ad oggi non stiano trovando lavoro - non riescano più a reperire il personale necessario.
L’azienda Usl Toscana nord ovest nel 2018 organizzerà quindi un corso di formazione da 1.000 ore al prezzo di 1.000 euro e un secondo (più breve) che ne costa la metà. L’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, invece, terrà le selezioni per due corsi di formazione abbreviata e un terzo - al prezzo di 200 euro - «di formazione complementare». Al momento i bandi per accedere agli insegnamenti non sono ancora stati pubblicati, ma l’anno scorso uscirono non prima di febbraio-marzo. È quindi prematuro stabilire sia le sedi che i calendari dei corsi, visto che la Regione ha appena stanziato i soldi per organizzarli: 390.000 euro in tutta la Toscana, per 32 classi da 30 persone l’una e 960 allievi solo per il 2018.
Secondo il presidente dell’Ordine dei medici di Pisa, Giuseppe Figlini, c’è veramente bisogno di operatori socio-sanitari nei nostri ospedali, nelle strutture private e nelle cooperative convenzionate. «In futuro prevedo un aumento di queste figure - sostiene il medico di famiglia, che da due anni è in pensione - e i corsi di formazione servono proprio per scongiurare le difficoltà nel reperirle. Inoltre, con l’aumento dell’età media della popolazione toscana, gli ospedali saranno senza dubbio più affollati». Già oggi - secondo Figlini - ci sarebbe bisogno di molti più operatori socio-sanitari.
«Il problema è che negli ospedali le assunzioni sono bloccate - prosegue il medico - così si procede solo con chiamate temporanee. Nelle strutture private e nelle cooperative invece trovare lavoro è più facile, malgrado mediamente gli stipendio siano molto più inferiori rispetto al pubblico impiego».
Stefano Taglione
L’azienda Usl Toscana nord ovest nel 2018 organizzerà quindi un corso di formazione da 1.000 ore al prezzo di 1.000 euro e un secondo (più breve) che ne costa la metà. L’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, invece, terrà le selezioni per due corsi di formazione abbreviata e un terzo - al prezzo di 200 euro - «di formazione complementare». Al momento i bandi per accedere agli insegnamenti non sono ancora stati pubblicati, ma l’anno scorso uscirono non prima di febbraio-marzo. È quindi prematuro stabilire sia le sedi che i calendari dei corsi, visto che la Regione ha appena stanziato i soldi per organizzarli: 390.000 euro in tutta la Toscana, per 32 classi da 30 persone l’una e 960 allievi solo per il 2018.
Secondo il presidente dell’Ordine dei medici di Pisa, Giuseppe Figlini, c’è veramente bisogno di operatori socio-sanitari nei nostri ospedali, nelle strutture private e nelle cooperative convenzionate. «In futuro prevedo un aumento di queste figure - sostiene il medico di famiglia, che da due anni è in pensione - e i corsi di formazione servono proprio per scongiurare le difficoltà nel reperirle. Inoltre, con l’aumento dell’età media della popolazione toscana, gli ospedali saranno senza dubbio più affollati». Già oggi - secondo Figlini - ci sarebbe bisogno di molti più operatori socio-sanitari.
«Il problema è che negli ospedali le assunzioni sono bloccate - prosegue il medico - così si procede solo con chiamate temporanee. Nelle strutture private e nelle cooperative invece trovare lavoro è più facile, malgrado mediamente gli stipendio siano molto più inferiori rispetto al pubblico impiego».
Stefano Taglione
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
