Gioco
E sulla Tmm il presidente della Toscana promette di contattare presto gli operai
Per un accordo positivo siglato, ce n’è uno che tarda ad arrivare. È quello della Tmm, fabbrica metalmeccanica dell’indotto Piaggio di Pontedera, chiusa dall’estate, i cui operai sono in presidio...
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Per un accordo positivo siglato, ce n’è uno che tarda ad arrivare. È quello della Tmm, fabbrica metalmeccanica dell’indotto Piaggio di Pontedera, chiusa dall’estate, i cui operai sono in presidio permanente dopo il licenziamento di oltre ottanta persone e il fallimento della trattativa per rilevare la ditta da parte di un imprenditore fiorentino. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha promesso che avrebbe lavorato per trovare una soluzione. I lavoratori gli hanno chiesto espressamente di fare il possibile per riaprire la trattativa. E lui ha accettato. Tra lunedì e martedì al presidio sapevamo di un incontro tra Rossi e l’imprenditore. Ma ora vorrebbero sapere com’è andata a finire. E la rabbia sta per scoppiare. Il presidente, ieri presente a San Miniato per la firma del protocollo d’intesa con Vamas, a margine dell’incontro, ha risposto anche su questa vicenda. «Sto lavorando per trovare una soluzione – ha detto – Nei prossimi giorni saprò dare una risposta ai lavoratori». Non proprio quello che i partecipanti al presidio volevano sentirsi dire, ma è comunque un segnale che rimanda ancora il proseguo o la fine definitiva del capitolo sulla trattativa tra la proprietà di Tmm e l’imprenditore fiorentino. «Rossi è venuto a trovarci di sua spontanea volontà – ha detto Cristina Parola, una delle anime del presidio – Ed è stato qui per ben due volte. Quando ci ha promesso di interessarsi alla nostra vicenda e di voler contattare l’imprenditore fiorentino erano presenti numerosi lavoratori che, adesso, si aspettano una risposta. Che sia positiva o negativa, l’importante è che il presidente torni a trovarci e ci dica qualcosa. Ovviamente noi speriamo di poter vedere riaperta l’unica soluzione concreta che abbiamo visto sfumare quando tutto sembrava finire per il meglio». La speranza c’è, ma al presidio regna anche la consapevolezza che una soluzione alternativa serva. E l’idea di creare una cooperativa, con la costituzione del comitato di garanzia è il primo passo verso un futuro ancora da scrivere, ma pieno di aspettative. (a.q.)
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