Il Tirreno

Pontedera

Il cantiere autorizzato senza la Soprintendenza

Il cantiere autorizzato senza la Soprintendenza

Presentato un esposto alla Procura in cui si chiede di fare chiarezza sull’iter del permesso a costruire un immobile vicino al parco di Villa Toscanelli

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PONTEDERA. C’è una novità nella vicenda che riguarda la costruzione di un edificio di fronte al parco e all’ingresso della storica Villa Toscanelli, al confine tra i Comuni di Pontedera e Ponsacco. La Soprintendenza alle belle arti ha presentato un esposto, a firma del soprintendente Andrea Muzzi, che rischia di mettere nei guai chi ha autorizzato la costruzione. L’esposto, con segnalazione di reato, per omissione del procedimento di autorizzazione paesaggistica, è stato presentato alla Procura di Pisa che è stata chiamata ad occuparsi della vicenda considerato che sulla nuova costruzione è pendente un ricorso straordinario al presidente della Repubblica con successiva trasposizione davanti al Tar della Toscana.

Il soprintendente non può non fare notare che un privato è stato autorizzato a realizzare unità residenziali in assenza della necessaria, così sostiene, valutazione paesaggistica.

Sia il permesso a costruire, rilasciato dal Comune di Ponsacco nel marzo 2017, che il programma aziendale pluriennale di miglioramento agricolo ambientale presentato per poi spiegare la realizzazione dell’edificio, secondo la Soprintendenza, non hanno tenuto conto della presenza del vincolo di tutela paesaggistica che interessa la superficie coinvolta dall’intervento edilizio.

Nessuno ha pensato a chiedere il parere della Soprintendenza. Una svista?

Soltanto le indagini, se verranno disposte, potranno dare una risposta a questa domanda. Nel frattempo l’edificio è ben visibile per chi passa dalla strada provinciale delle Colline per Legoli e non passa inosservato.

La Soprintendenza non è stata messa in grado di esprimere un parere che ritiene obbligatorio e per questo ha presentato l’esposto alla Procura segnalando così l’anomalia che costituisce ipotesi di reato. Tra l’altro, dalla Soprintendenza, per mettere la Procura in grado di valutare cosa è successo, sono stati inviati una serie di documenti e atti riguardanti una vicenda che ha fatto parlare a lungo in Valdera.

Il cantiere in questione era stato anche bloccato per qualche tempo. Ma poi grazie alle dichiarazioni degli uffici che hanno rilasciato i permessi a costruire i lavori sono proseguiti. E ora che l’immobile ha ormai visto la luce, si scopre che c’è un “buco” nella procedura. Almeno secondo la Soprintendenza.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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