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I furti alle slot machine erano opera del barista

I furti alle slot machine erano opera del barista

VICOPISANO. Uno, due, tre furti. Troppi per lo stesso bar, situato in una posizione centrale. Nel mirino finivano sempre gli incassi delle slot machine. E questo, visti i tempi che corrono, poteva...

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VICOPISANO. Uno, due, tre furti. Troppi per lo stesso bar, situato in una posizione centrale. Nel mirino finivano sempre gli incassi delle slot machine. E questo, visti i tempi che corrono, poteva anche essere possibile. Ma poi i carabinieri di San Giovanni alla Vena, intervenuti dopo un furto avvenuto nei giorni scorsi ai danni dell’attività commerciale del territorio vicarese, si sono resi conto che c’era qualcosa che non tornava. E se è vero che tanti indizi possono fare una prova, i militari hanno pensato che fosse il caso di approfondire alcuni aspetti. Il furto aveva portato nelle casse degli ipotetici ladri circa 2. 500 euro. Soldi difficili da tracciare, quelli delle scommesse ai giochi elettronici. Nessuno aveva visto o notato qualcosa di sospetto.

E poi il barista, che già aveva subito nel passato le visite dei ladri, non si era attivato per mettere in sicurezza il bar. Niente sistema di allarme, nessuna telecamera.

Alle indagini non sono state di aiuto neppure le telecamere della rete civica che sono spente dall’inizio del maggio scorso e non si sa quando verranno riattivate.

Insomma, poteva restare il classico furto con gli inquirenti che indagano a 360 gradi o, peggio ancora e sempre per usare frasi fatte, brancolano nel buio.

Su questo aspetto forse ha contato il barista. Ma non è andata come lui aveva immaginato. Durante il sopralluogo infatti i militari hanno cominciato a sospettare che il furto avesse alcune anomalie. Hanno quindi convocato il barista in caserma per scambiare con lui due chiacchiere. Quelle che si chiamano sommarie informazioni. Invece la conversazione da una domanda è passata all’altra e alla fine l’uomo ha raccontato spontaneamente quello che gli era successo. Lui – ha ammesso disperato – si trova in condizioni economiche difficile e così aveva pensato di simulare un furto per raggranellare un po’ di soldi, considerato anche che il bar non ha grandi incassi. Poi ha accompagnato i carabinieri nel locale, ha spiegato loro cosa aveva fatto e consegnato anche il cacciavite che aveva usato per forzare la cassa delle slot e che è stato posto sotto sequestro.

Un finale amaro. I carabinieri lo hanno denunciato sia per simulazione di reato che per il furto. Il barista si è scusato con loro ma ormai era tardi e i gestori delle slot avevano già presentato la denuncia di furto.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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