Il dolore
Sgrida i cacciatori e viene aggredito
“Doppietta” alla sbarra accusata di lesioni. L’accusa: pensionato colpito a un orecchio con un pugno
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PISA. «Che ci fate nel mio terreno? Andate via».
Il “consiglio” del proprietario del fondo non fu accolto. Ma neanche ignorato. La reazione fu un pugno a un orecchio con danni al timpano tradotti in un referto di quaranta giorni.
Ora quell’aggressione è diventata un processo e dei quattro querelati iniziali il numero si è ridotto a uno, l’unico che non ha risarcito il pensionato di Navacchio protagonista del faccia a faccia con le doppiette nella sua proprietà.
Imputato di lesioni personali è un livornese di 44 anni difeso dall’avvocato Luca Di Rosa, mentre la parte civile è assistita dal legale Maria Concetta Gugliotta.
La storia risale al 2013. Nella campagna di Navacchio il pensionato incrocia sei cacciatori.
Non è la prima volta che qualche doppietta attraversa i suoi terreni. E a lui non sta bene. Li affronta e inizia una discussione.
I toni non sono sereni sia per l’esasperazione del proprietario che per le risposte dei cacciatori.
A un certo punto due si staccano dal gruppo e proseguono per conto loro. Restano in quattro.
Il pensionato, “armato” di macchina fotografica vuole trasformare in immagini il passaggio a suo dire illegale dei cacciatori nella sua proprietà.
È l’innesco di una lite che, secondo l’accusa, vede uno dei quattro strappare la macchina fotografica dalle mani del settantenne per evitare gli scatti.
I toni si alzano al pari delle mani. E così, stando alla querela, l’imputato livornese arriva a sferrare un cazzotto al volto del pensionato. Lo raggiunge a un orecchio provocandogli lesioni al timpano.
L’incontro-scontro finisce sul tavolo dei carabinieri.
Nel frattempo i tre amici dell’imputato accettano di pagare un risarcimento e nei loro confronti la querela viene ritirata.
Una decisione non seguita dal 44enne labronico. Che resta sotto processo.
Ieri sono stati sentiti i tre cacciatori sottoposti a un lungo fuoco di fila di domande dell’avvocato Gugliotta su dichiarazioni e contestazioni tra quanto riferito ai carabinieri e ciò che hanno risposto in aula.
La prossima udienza è fissata per il mese di giugno.
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il “consiglio” del proprietario del fondo non fu accolto. Ma neanche ignorato. La reazione fu un pugno a un orecchio con danni al timpano tradotti in un referto di quaranta giorni.
Ora quell’aggressione è diventata un processo e dei quattro querelati iniziali il numero si è ridotto a uno, l’unico che non ha risarcito il pensionato di Navacchio protagonista del faccia a faccia con le doppiette nella sua proprietà.
Imputato di lesioni personali è un livornese di 44 anni difeso dall’avvocato Luca Di Rosa, mentre la parte civile è assistita dal legale Maria Concetta Gugliotta.
La storia risale al 2013. Nella campagna di Navacchio il pensionato incrocia sei cacciatori.
Non è la prima volta che qualche doppietta attraversa i suoi terreni. E a lui non sta bene. Li affronta e inizia una discussione.
I toni non sono sereni sia per l’esasperazione del proprietario che per le risposte dei cacciatori.
A un certo punto due si staccano dal gruppo e proseguono per conto loro. Restano in quattro.
Il pensionato, “armato” di macchina fotografica vuole trasformare in immagini il passaggio a suo dire illegale dei cacciatori nella sua proprietà.
È l’innesco di una lite che, secondo l’accusa, vede uno dei quattro strappare la macchina fotografica dalle mani del settantenne per evitare gli scatti.
I toni si alzano al pari delle mani. E così, stando alla querela, l’imputato livornese arriva a sferrare un cazzotto al volto del pensionato. Lo raggiunge a un orecchio provocandogli lesioni al timpano.
L’incontro-scontro finisce sul tavolo dei carabinieri.
Nel frattempo i tre amici dell’imputato accettano di pagare un risarcimento e nei loro confronti la querela viene ritirata.
Una decisione non seguita dal 44enne labronico. Che resta sotto processo.
Ieri sono stati sentiti i tre cacciatori sottoposti a un lungo fuoco di fila di domande dell’avvocato Gugliotta su dichiarazioni e contestazioni tra quanto riferito ai carabinieri e ciò che hanno risposto in aula.
La prossima udienza è fissata per il mese di giugno.
Pietro Barghigiani
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