Sicurezza
La “casetta” è abusiva: ordinata la demolizione
Il Comune mette mano a una questione del 2009 che era rimasta in un cassetto Respinti i ricorsi della proprietà a Tribunale amministrativo e Consiglio di Stato
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CASCINA. L’abuso edilizio è vecchio: del 2009. Ma tra ricorsi al Tribunale amministrativo regionale della Toscana e al Consiglio di Stato che si sono pronunciati respingendo i ricorsi presentati dal privato, la casetta realizzata senza alcuna concessione edilizia in via Castelsardo a Cascina è rimasta in piedi. Pavimento in ceramica, struttura portante in profilato in alluminio di tre metri per 5 e mezzo, altezza compresa tra i due metri e mezzo e i tre. Con tanto di tetto e piccola tettoia. La struttura era stata realizzata in maniera abusiva, anche se i proprietari dell’area avevano cercato di farla passare come intervento di ristrutturazione edilizia, eseguito comunque – si legge negli atti pubblicati dal Comune – in assenza di permesso di costruire e in totale contrasto con le previsioni urbanistiche. L’abuso però era finito nel dimenticatoio, anche in attesa che si concludesse l’iter della giustizia amministrativa.
Già nei mesi scorsi, comunque, il Comune di Cascina aveva inviato al proprietario dell’area su cui ricade l’edificio abusivo – considerato un ampliamento di uno già esistente e regolarmente autorizzato – un’ingiunzione a demolire. Ingiunzione che faceva seguito ad altre richieste dello stesso tenore che risalgono al 2015, ignorate dai proprietari e passate in secondo piano anche per gli uffici comunali che avrebbero dovuto provvedere al controllo.
Prima di Natale il Comune è tornato alla carica. C’è un’ordinanza dirigenziale finalizzata all’immissione in possesso temporaneo al patrimonio del Comune – questa è la procedura di legge – per la successiva demolizione del manufatto eseguito in maniera abusiva.
Il cittadino al quale è stata notifica l’ingiunzione sa dal maggio 2016 che anche il Consiglio di Stato ha respinto le sue richieste, dando ragione al Comune.
Le operazioni di immissione in possesso dell’area saranno affidate all’ufficio comunale lavori pubblici. Un atto che potrà essere evitato se il proprietario provvederà in maniera autonoma alla demolizione della “casetta” irregolare. La demolizione può avvenire in quanto il proprietario non ha ottemperato a un provvedimento del giugno 2015. Una copia dell’ordinanza dirigenziale del responsabile del settore Governo del Territorio è stata inviata anche alla Procura di Pisa. (s. c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Già nei mesi scorsi, comunque, il Comune di Cascina aveva inviato al proprietario dell’area su cui ricade l’edificio abusivo – considerato un ampliamento di uno già esistente e regolarmente autorizzato – un’ingiunzione a demolire. Ingiunzione che faceva seguito ad altre richieste dello stesso tenore che risalgono al 2015, ignorate dai proprietari e passate in secondo piano anche per gli uffici comunali che avrebbero dovuto provvedere al controllo.
Prima di Natale il Comune è tornato alla carica. C’è un’ordinanza dirigenziale finalizzata all’immissione in possesso temporaneo al patrimonio del Comune – questa è la procedura di legge – per la successiva demolizione del manufatto eseguito in maniera abusiva.
Il cittadino al quale è stata notifica l’ingiunzione sa dal maggio 2016 che anche il Consiglio di Stato ha respinto le sue richieste, dando ragione al Comune.
Le operazioni di immissione in possesso dell’area saranno affidate all’ufficio comunale lavori pubblici. Un atto che potrà essere evitato se il proprietario provvederà in maniera autonoma alla demolizione della “casetta” irregolare. La demolizione può avvenire in quanto il proprietario non ha ottemperato a un provvedimento del giugno 2015. Una copia dell’ordinanza dirigenziale del responsabile del settore Governo del Territorio è stata inviata anche alla Procura di Pisa. (s. c.)
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