FAUGLIA. Sono chiuse le indagini sui presunti maltrattamenti avvenuti ai danni degli ospiti della struttura di Montalto a Fauglia della Fondazione Stella Maris. L’elenco degli indagati, dopo i primi nove operatori che sono stati licenziati lo scorso agosto e che erano stati colpiti da misure cautelari disposte dal Gip del tribunale di Pisa dopo le prime indagini dei carabinieri, è quindi aumentato (in tutto sono diciassette) e nell’inchiesta sono stati coinvolti, sia pure con ruoli e imputazioni diverse, anche i vertici della Fondazione. L’avviso di conclusione indagini con richiesta di rinvio a giudizio - formulata dal pm Paola Rizzo - è stato notificato in questi giorni agli interessati. E l’avvocato Annalisa Cecchetti, portavoce di Agosm, associazione che riunisce i genitori degli ospiti, da noi interpellata per un commento, ha spiegato che l’associazione si costituirà parte civile al processo.
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I primi operatori indagati, sulla base delle riprese che erano state installate dai carabinieri, in una mensa della struttura di riabilitazione, in sede di interrogatorio davanti al Gip avevano confermato di essersi trovati a lavorare in una situazione di grande disagio, così che poi avevano cominciato a servirsi di metodi piuttosto duri per controllare gli ospiti. E se per la parte che riguarda i presunti maltrattamenti sono soprattutto le immagini a parlare, i carabinieri e la Procura hanno poi svolto altre attività per verificare la catena delle responsabilità, arrivando anche ai vertici della Fondazione, oltre che alle due dottoresse che fino a quando non è venuto alla luce il caso hanno lavorato a Montalto di Fauglia.
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L’attività di verifica è quindi andata avanti in questi mesi per appurare i vari livelli di responsabilità, proprio come si aspettavano i genitori dei disabili. Così gli inquirenti hanno cercato di capire se i vertici della Fondazione avevano attuato controlli e misure necessari a scongiurare gravi episodi come quelli che invece si sarebbero verificati, stando alle accuse. E così nell’inchiesta sono entrati anche i nomi del direttore generale della Fondazione Stella Maris, del direttore sanitario e di due dottoresse, trasferite da tempo da Montalto sebbene rimaste alle dipendenze della Stella Maris. Le accuse nei loro confronti partono dall’omesso controllo del lavoro degli operatori, a quella dell’impiego di personale che non aveva le qualifiche professionali richieste per svolgere quel lavoro.
Montalto in questi mesi ha comunque voltato pagina e la Fondazione si è attivata per fare in modo che certi fatti non si ripetano. Pochi giorni fa è stato nominato dai genitori un organismo di rappresentanza che ha il compito di confrontarsi con la direzione della residenza sanitaria per disabili.