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Pontedera

la vertenza

Tmm, il primo passo verso la cooperativa

Andreas Quirici
L'assemblea dei lavoratori della Tmm
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L'assemblea dei lavoratori della Tmm

Pontedera: nasce il comitato promotore, ma pochi operai sembrano convinti dalla proposta della Fiom per salvare il lavoro

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PONTEDERA. Il primo passo per la creazione di una cooperativa composta da lavoratori della Tmm è fatto. Nell’assemblea di ieri al presidio di viale Africa è stato deciso di costituire il comitato promotore che farà da referente alla Legacoop Toscana per lo studio di fattibilità del piano industriale. Da cui dipenderanno le sorti di questa nuova avventura degli operai. Ancora tutta da scrivere e, a giudicare dalle facce, ancora tutta da decifrare.

La votazione per alzata di mano al termine degli interventi di Olmo Gazzarri e Massimo Braccini, rispettivamente membro del coordinamento di Legacoop Toscana e segretario regionale della Fiom Cgil, non ha registrato molte approvazioni. A dire il vero, neppure numerosi pareri contrari. La maggior parte dei circa cinquanta ex dipendenti dell’azienda di Pontedera, che fino allo scorso luglio produceva marmitte soprattutto per la Piaggio, si è astenuta. Una posizione neutrale più per paura che per convinzione che non sia la soluzione giusta. Anche perché, quella di costituire una cooperativa che s’inserisca nel difficile mercato del settore metalmeccanico resta l’unica alternativa allo sgombero del presidio che dura da mesi e alla ricerca di un nuovo impiego.

Regna la preoccupazione e lo spavento per un tuffo in avanti che è molto difficile da decifrare. Ecco perché serve uno studio di tutte le condizioni e le variabili da considerare prima di fare il grande passo. Anche perché, l’elemento fondamentale per avviare una nuova attività sotto forma di cooperativa è l’impegno della Naspi, l’assegno di disoccupazione che verrebbe versato interamente in favore del capitale sociale iniziale.

«Si può entrare successivamente alla costituzione – ha detto Gazzarri – e ci sono molte forme per cominciare. Ma l’importante è avere chiara una cosa, quelli che devono trovare le informazioni sul progetto siete voi. Legacoop Toscana è un “facilitatore”, ma sono i lavoratori ad avere in mano il loro destino». Ci sarà da confrontarsi con Tmm, in qualità di acquirente dell’azienda. Quindi servirà un sopralluogo del capannone e un controllo dei macchinari. Ma bisognerà anche valutare il mercato, analizzare la possibilità di realizzare prodotti innovativi. Insomma, i lavoratori dovranno pensare da manager, affiancati da professionisti messi a disposizione da Legacoop Toscana e con il contributo della Fiom.

«Ci sono esempi di cooperative che hanno funzionato e altri che sono naufragati – ha sottolineato Braccini – Ma l’importante è capire che questa può essere una soluzione solo dopo aver valutato attentamente ogni aspetto. Può darsi che il capannone della Tmm non diventi la sede di lavoro, perché l’affitto è troppo costoso. O che serva produrre articoli diversi dalle marmitte».

Un futuro molto nebuloso per gli operai dell’azienda pontederese. E che dipende solo dagli stessi lavoratori, chiamati a impegnarsi per un progetto non ancora del tutto decifrabile.

 

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