Italia
la polemica
Sindaco e giunta contro Moschi «ormai distante dal governo»
VOLTERRA. Pronta, come era prevedibile, la replica del sindaco di Volterra, Marco Buselli, alle critiche di Paolo Moschi, a cui è stata tolta la delega di assessore ai Lavori pubblici. «Pretestuose,...
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VOLTERRA. Pronta, come era prevedibile, la replica del sindaco di Volterra, Marco Buselli, alle critiche di Paolo Moschi, a cui è stata tolta la delega di assessore ai Lavori pubblici. «Pretestuose, distruttive e fantasiose. Evidentemente dettate dall'astio e non dalla voglia di lavorare in modo costruttivo», definisce le critiche lo stesso Buselli.
L'ex assessore Paolo Moschi si dimostra «coerente con la scarsa lucidità dimostrata negli ultimi tempi in più occasioni. E ci ricorda quanto saggia e funzionale al bene della città sia stata la decisione di interrompere la sua partecipazione diretta all'amministrazione – dice il sindaco – peraltro costellata di continue assenze ingiustificate».
Così nel consiglio comunale di fine anno è stato sollevato dall’incarico anche in seguito a espressioni «come "ultimatum" o minacce come "o qualcosa cambia o non sono più disposto a sostenere la maggioranza" che hanno di fatto mostrato quanto Moschi fosse ormai distante dall'organizzazione di governo».
Anche la giunta volterrana si rivolge a Moschi invitandolo a «evitare atteggiamenti negativi e ingiustificatamente aggressivi e provando invece a essere un po' più presente agli impegni pubblici: alle riunioni e alla giunta partecipava sempre meno, il giochino di minare la maggioranza non ha funzionato e non funzionerà».
In relazione all’elenco delle opere pubbliche fatto da Moschi «somiglia più a cahiers de doléances, quaderni di lamentele, che non a progetti realizzati. Ma si ricordi che ogni cosa è originata da una delibera di giunta o di consiglio, e non certo da iniziative personali. Governare una città è e deve essere un lavoro di squadra, e non un giocattolo personale. E' questo lo spirito che anima il gruppo di Buselli: no prime donne, no vittimismi strumentali».
L'ex assessore Paolo Moschi si dimostra «coerente con la scarsa lucidità dimostrata negli ultimi tempi in più occasioni. E ci ricorda quanto saggia e funzionale al bene della città sia stata la decisione di interrompere la sua partecipazione diretta all'amministrazione – dice il sindaco – peraltro costellata di continue assenze ingiustificate».
Così nel consiglio comunale di fine anno è stato sollevato dall’incarico anche in seguito a espressioni «come "ultimatum" o minacce come "o qualcosa cambia o non sono più disposto a sostenere la maggioranza" che hanno di fatto mostrato quanto Moschi fosse ormai distante dall'organizzazione di governo».
Anche la giunta volterrana si rivolge a Moschi invitandolo a «evitare atteggiamenti negativi e ingiustificatamente aggressivi e provando invece a essere un po' più presente agli impegni pubblici: alle riunioni e alla giunta partecipava sempre meno, il giochino di minare la maggioranza non ha funzionato e non funzionerà».
In relazione all’elenco delle opere pubbliche fatto da Moschi «somiglia più a cahiers de doléances, quaderni di lamentele, che non a progetti realizzati. Ma si ricordi che ogni cosa è originata da una delibera di giunta o di consiglio, e non certo da iniziative personali. Governare una città è e deve essere un lavoro di squadra, e non un giocattolo personale. E' questo lo spirito che anima il gruppo di Buselli: no prime donne, no vittimismi strumentali».
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