Italia
l’assessore e la lite per la strada privata
«La salute pubblica vale più del disagio di alcuni residenti»
PONSACCO. «Sarebbe quanto meno discutibile continuare a mettere sullo stesso piano un problema di sicurezza di salute pubblica con il disagio di alcuni residenti. Equivarrebbe in qualche modo a dire...
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PONSACCO. «Sarebbe quanto meno discutibile continuare a mettere sullo stesso piano un problema di sicurezza di salute pubblica con il disagio di alcuni residenti. Equivarrebbe in qualche modo a dire che di fronte alla necessità di un mezzo di soccorso di imboccare una strada privata in una situazione di emergenza si anteponesse il diritto di proprietà sulla strada stessa. Ci auguriamo che questi chiarimenti possano definitivamente spegnere ogni polemica».
Così Emanuele Turini, assessore comunale all’Ambiente, risponde a Filippo Cecchetti in merito al contenzioso sull’utilizzo (con danni all’asfalto) di una strada privata per far passare mezzi pesanti nell’ambito delle operazioni di bonifica dell’area dove è avvenuto lo sversamento dell’oleodotto Eni.
«Quando i lavori sono iniziati, Eni ha individuato il percorso più breve per arrivare sul luogo dell’intervento – dice Turini – Ad oggi l’utilizzo di una viabilità alternativa su via Pinocchio è da escludere soprattutto in ragione della relazione fatta dai vigili del fuoco che testualmente parla a proposito della possibile viabilità alternativa come di “un notevole incremento di rischio di estensione di fattori inquinanti alle matrici ambientali limitrofe”. Del resto, di fronte ad una questione che riguarda la salvaguardia dell’ambiente e di chi vi abita, l’interesse pubblico è da anteporsi all’interesse privato. È su questo presupposto che il Comune ha agito, appoggiato dalla maggior parte dei residenti di quella stessa strada che si sono dichiarati favorevoli al passaggio dei mezzi dell’Eni sul tratto in oggetto. Per un periodo di tempo i lavori non sono stati ostacolati e la riparazione è stata portata avanti. Nel momento però in cui questi si sono interrotti, è divenuto necessario un intervento del Comune svolgendo un ruolo di mediazione tra azienda e proprietari. Infatti, durante l’incontro i residenti hanno avanzato alcune richieste, tutte accolte da Eni, in primis l’impegno a ripristinare la sede stradale. Infine, l’emanazione di una ordinanza contingibile e urgente – conclude Turini – è stata dettata dal bisogno di dotarsi dello strumento più idoneo e rapido per superare una situazione di stallo non più sostenibile».
Così Emanuele Turini, assessore comunale all’Ambiente, risponde a Filippo Cecchetti in merito al contenzioso sull’utilizzo (con danni all’asfalto) di una strada privata per far passare mezzi pesanti nell’ambito delle operazioni di bonifica dell’area dove è avvenuto lo sversamento dell’oleodotto Eni.
«Quando i lavori sono iniziati, Eni ha individuato il percorso più breve per arrivare sul luogo dell’intervento – dice Turini – Ad oggi l’utilizzo di una viabilità alternativa su via Pinocchio è da escludere soprattutto in ragione della relazione fatta dai vigili del fuoco che testualmente parla a proposito della possibile viabilità alternativa come di “un notevole incremento di rischio di estensione di fattori inquinanti alle matrici ambientali limitrofe”. Del resto, di fronte ad una questione che riguarda la salvaguardia dell’ambiente e di chi vi abita, l’interesse pubblico è da anteporsi all’interesse privato. È su questo presupposto che il Comune ha agito, appoggiato dalla maggior parte dei residenti di quella stessa strada che si sono dichiarati favorevoli al passaggio dei mezzi dell’Eni sul tratto in oggetto. Per un periodo di tempo i lavori non sono stati ostacolati e la riparazione è stata portata avanti. Nel momento però in cui questi si sono interrotti, è divenuto necessario un intervento del Comune svolgendo un ruolo di mediazione tra azienda e proprietari. Infatti, durante l’incontro i residenti hanno avanzato alcune richieste, tutte accolte da Eni, in primis l’impegno a ripristinare la sede stradale. Infine, l’emanazione di una ordinanza contingibile e urgente – conclude Turini – è stata dettata dal bisogno di dotarsi dello strumento più idoneo e rapido per superare una situazione di stallo non più sostenibile».
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