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Carismi, Divo Gronchi diventerà presidente

Carismi, Divo Gronchi diventerà presidente

Il manager indicato da Crédit Agricole Cariparma, i nomi degli altri consiglieri Nel futuro della banca sanminiatese c’è una fusione per incorporazione

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SAN MINIATO. La prossima settimana Divo Gronchi, amministratore delegato della Cassa di Risparmio di San Miniato, assumerà la presidenza della banca entrata in Crédit Agricole Cariparma. In una recente intervista Gronchi, 79 anni, originario di Montopoli, già manager di Monte dei Paschi, Banca Popolare di Vicenza e Banca Popolare Italiana (ex Lodi), aveva detto che il 31 dicembre 2017 avrebbe attaccato le scarpette al chiodo. In realtà non andrà così, dato che il socio di maggioranza - Crédit Agricole Cariparma ha il 95,3% del capitale - ha indicato Gronchi alla presidenza del consiglio d'amministrazione di Carismi in vista dell'assemblea di lunedì 8 gennaio. Della lista per il cda fanno parte anche Olivier Guilhamon (vicepresidente), Roberto Ghisellini, Vittorio Ratto, Jean-Philippe Laval, Lamberto Frescobaldi (indipendente), Antonella Cappiello (indipendente). I primi quattro sono manager di Crédit Agricole, mentre Frescobaldi è imprenditore del settore vinicolo e Cappiello è una docente dell’Ateneo pisano. Candidati al collegio sindacale sono Marco Ziliotti (presidente), Francesca Pasqualin, Mario Ferrucci, Roberto Perlini (supplente), Germano Montanari (supplente).

Come interpretare l’arrivo di Gronchi alla presidenza? Di sicuro è un banchiere di grandissima esperienza (il curriculum parla per lui), ma il suo nome - volenti o nolenti - rimane legato al periodo più difficile della Carismi prima dell’arrivo dei francesi. L’interpretazione che va per la maggiore è che Gronchi sia un presidente di transizione, destinato cioè a traghettare la banca verso la fusione per incorporazione in Crédit Agricole, operazione che potrebbe concretizzarsi già nei prossimi mesi.

Intanto a San Miniato continuano a tenere banco le dimissioni (inaspettate) del notaio Mario Marinella dalla presidenza della Fondazione Crsm, socio della Spa bancaria con il 2,6%. La domanda che tutti si pongono è: c’è un legame tra questa scelta, la candidatura di Gronchi e la prospettiva di una fusione che potrebbe portare alla scomparsa (o quasi) del marchio Carismi? Non è dato sapere. Ma la lettera con cui Marinella ha annunciato le dimissioni ai soci della Fondazione lascia trasparire un contesto amaro: «In questi due anni abbiamo vissuto insieme momenti difficili; abbiamo provato una grande pena per la perdita patrimoniale che ha subito la Fondazione: per avere pena di una perdita non è necessario averla provocata o sentirsi colpevoli; sono stato riservato e non smetterò di esserlo in questo frangente; non vi ho mai mentito e non comincerò a farlo oggi. Questa mia determinazione vuole essere un ultimo gesto di attaccamento e di rispetto verso la Fondazione: voglio conservare chiuse nel mio animo le amarezze che ho provato, anche in quest’ultimo periodo. Gli eventi molto spesso non accadono all’improvviso, ma all’improvviso li percepiamo nella loro complessa portata».



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