Italia
Tornelli all’ingresso del palazzo comunale
Aumenta la sicurezza di cittadini e dipendenti dopo le minacce alla sindaca Ceccardi: «I grandi Comuni sono gestiti così e Cascina non deve essere da meno»
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CASCINA. Tornelli all’ingresso del municipio di Cascina. È questa la novità che porta il 2018 per la sede dell’amministrazione comunale, dopo che la sindaca Susanna Ceccardi aveva ricevuto una lettera con dentro una cartuccia di fucile. Una minaccia bella e buona, com’è stata interpretata dall’esponente leghista che l’ha indotta a dotare il palazzo comunale di maggiore sicurezza, sia per lei che per il personale che ci lavora tutti i giorni.
«Una corretta ed efficace regolamentazione del palazzo comunale risponde a diverse esigenze – ha spiegato Ceccardi – una maggiore sicurezza, per tutti, una migliore accessibilità, e, conseguentemente, un servizio più ordinato ed efficace per l'utenza. Tutti i grandi Comuni sono gestiti in questo modo, e Cascina non deve essere da meno».
L’operazione costerà 6.310 euro più Iva ed è stata affidata alla ditta Control di Pisa. Sarà costruito un varco composto da un’anta di vetro motorizzara per l’ingresso e l’uscita del personale , dei visitatori e dei disabili, oltre a una barriera a spinta in uscita con funzione antipanico e una barriera vetrata fissa, situata in posizione centrale rispetto all’ingresso.
La sindaca, nel suo commento, cita i grandi Comuni italiani e le misure di sicurezza adottate in molti municipi. In questo punta a paragonare il flusso di persone di Cascina a grandi centri del nostro Paese. In molti leggeranno questa come una forzatura, ma il clamore mediatico che sta avendo l’attività politica di Susanna Ceccardi e quella busta con dentro una cartuccia di fucile potrebbero davvero innescare ulteriori azioni violente nei suoi confronti. Da qui la decisione di “bunkerizzare” il comune cascinese, rispecchiando anche il criterio di maggiore sicurezza che la Lega porta avanti nel suo programma.
A breve, quindi, per raggiungere gli uffici comunali si dovrà passare dai tornelli, come fossimo allo stadio o in un aeroporto o in tribunale. È il primo caso nella zona in cui un’amministrazione prende una decisione simile. Probabilmente ci sarà chi storcerà il naso davanti a una situazione simile, pensando alla ulteriore barriera tra i cittadini e la “cosa pubblica”, due mondi già distanti per via della tanta burocrazia che già le persone sono costrette a sobbarcarsi. Ma, visto il clima politico attuale, forse si tratta di un provvedimento davvero utile per salvaguardare la sicurezza delle persone che lavorano e frequentano il palazzo comunale.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Una corretta ed efficace regolamentazione del palazzo comunale risponde a diverse esigenze – ha spiegato Ceccardi – una maggiore sicurezza, per tutti, una migliore accessibilità, e, conseguentemente, un servizio più ordinato ed efficace per l'utenza. Tutti i grandi Comuni sono gestiti in questo modo, e Cascina non deve essere da meno».
L’operazione costerà 6.310 euro più Iva ed è stata affidata alla ditta Control di Pisa. Sarà costruito un varco composto da un’anta di vetro motorizzara per l’ingresso e l’uscita del personale , dei visitatori e dei disabili, oltre a una barriera a spinta in uscita con funzione antipanico e una barriera vetrata fissa, situata in posizione centrale rispetto all’ingresso.
La sindaca, nel suo commento, cita i grandi Comuni italiani e le misure di sicurezza adottate in molti municipi. In questo punta a paragonare il flusso di persone di Cascina a grandi centri del nostro Paese. In molti leggeranno questa come una forzatura, ma il clamore mediatico che sta avendo l’attività politica di Susanna Ceccardi e quella busta con dentro una cartuccia di fucile potrebbero davvero innescare ulteriori azioni violente nei suoi confronti. Da qui la decisione di “bunkerizzare” il comune cascinese, rispecchiando anche il criterio di maggiore sicurezza che la Lega porta avanti nel suo programma.
A breve, quindi, per raggiungere gli uffici comunali si dovrà passare dai tornelli, come fossimo allo stadio o in un aeroporto o in tribunale. È il primo caso nella zona in cui un’amministrazione prende una decisione simile. Probabilmente ci sarà chi storcerà il naso davanti a una situazione simile, pensando alla ulteriore barriera tra i cittadini e la “cosa pubblica”, due mondi già distanti per via della tanta burocrazia che già le persone sono costrette a sobbarcarsi. Ma, visto il clima politico attuale, forse si tratta di un provvedimento davvero utile per salvaguardare la sicurezza delle persone che lavorano e frequentano il palazzo comunale.
Andreas Quirici
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