Il Tirreno

Pontedera

Tmm, continua lo sbarramento degli ingressi

Andreas Quirici
Tmm, continua lo sbarramento degli ingressi

Operai decisi bloccare i ritiri delle marmitte. Ma potrebbero arrivare le forze dell’ordine 

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PONTEDERA. Hanno cantato, ballato, mangiato e bevuto. Poche ore per sfogare la rabbia in maniera divertente, tutti insieme, come sempre. Almeno dal mese di agosto, quando hanno cominciato il presidio a fianco del “loro” stabilimento. Il capodanno dei lavoratori della Tmm – oltre 80 licenziati per liquidazione della società – è stato speciale. Una serata per provare a non pensare ai problemi. E che in tempi brevi potrebbero diventare enormi se si rivelerà esatta la sensazione che il liquidatore chiederà alle forze dell’ordine di forzare il blocco degli operai per ritirare le marmitte all’interno del capannone. Pochi giorni fa c’è stato un primo episodio con il camion di una ditta della zona costretto a fare dietrofront. «Manderanno le forze dell’ordine – diceva Cristina Parola, una delle anime del presidio, durante la cena di capodanno sotto il tendone – Ma noi non abbiamo intenzione di fare uscire più nulla dalla fabbrica».

Parole pronunciate nel cuore della festa, mentre imperversava la musica dei Modena City Ramblers come la cover di Bella ciao e I cento passi che tutti cantano tenendosi per mano come un ideale abbraccio tra chi sta lottando per il posto di lavoro. C’è anche un tavolo con i bambini. Sono figli di chi sta vivendo il presidio, fanno ormai parte di una comunità che sta scrivendo un pezzo di storia sindacale della Valdera. Le luci stroboscopiche, come fossimo in una discoteca, lampeggiano nella penombra di un tendone dove continuano a campeggiare bandiere e scritte operaie. Il simbolo che prevale è quello della Fiom Cgil, sindacato che più di tutti ha lavorato per provare a trovare una soluzione. «Gli operai della Tmm sono stati licenziati due volte – recita un cartello – il 10 agosto dalla Csl e l’11 dicembre quando la proprietà non ha permesso al compratore di concludere l’operazione». E ancora: «Noi dipendenti della Tmm auguriamo buone feste a tutti coloro che ci sostengono».

Ora però la lotta si fa davvero dura. L’intenzione di bloccare i varchi di accesso dello stabilimento, dove fino all’estate scorsa si producevano marmitte, soprattutto per la Piaggio, resta l’obiettivo degli operai. L’attenzione è massima, perché consegnare prodotti finiti, per il liquidatore, significa incamerare denaro con cui pagare i creditori. Ed è chiaro che i camion delle ditte della zona si ripresenteranno ai cancelli. Ma se lo sbarramento continuerà, com’è già stato ribadito, si rischia che la tensione possa salire.

Il presidente della Regione, Enrico Rossi, pochi giorni fa ha lanciato un appello affinché non venga forzato il blocco dei lavoratori, per evitare che il clima diventi incandescente. Il liquidatore, Roberto Dell’Omodarme, ha sottolineato di auspicare «che non ci sia bisogno di usare la forza» per entrare nel capannone. Senza, però negare che quella di far intervenire le forze dell’ordine sia una eventualità di questa fase della vertenza che aspetta ancora segnali positivi per una conclusione che faccia felici gli operai.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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