L’ex assessore: ho ricevuto una pugnalata alle spalle
Volterra, Paolo Moschi si dice sorpreso del siluramento ricevuto dal sindaco Buselli: «Via le deleghe, la fiducia non c’era più». Scontro sulla lista civica
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VOLTERRA. Si erano visti alle 15,30 per la giunta. Una riunione come molte altre, senza particolari frizioni tra i due. Poi alle 17, orario del consiglio comunale, la doccia fredda per l’ormai ex assessore alle opere pubbliche del Comune di Volterra, Paolo Moschi. Il sindaco Marco Buselli ha messo in pratica quello che covava da tempo: il ritiro della fiducia e quindi delle deleghe. «Sono stato pugnalato alle spalle, anche se al di là delle divisioni, non ho mai votato contro alla giunta e ho saputo portare risultati per la città – dice Moschi il giorno dopo – Mi è stata tolta la fiducia solo per un calcolo politico in vista delle prossime elezioni».
Il sindaco ha affidato le deleghe di Moschi al consigliere Massimo Fidi, promuovendolo assessore. Il commento sul terremoto politico sul Colle è abbastanza lapidario: «L’incarico è fiduciario e la fiducia nei confronti di Moschi è venuta meno. Ha criticato apertamente il mio operato, lamentandosi che i “lavori pubblici” non avessero ricevuto abbastanza soldi. In realtà, lui ha fornito una lista di lavori da realizzare a un gran numero di strade che, per mancanza di fondi, non riusciamo a esaudire completamente. A tutti noi piacerebbe fare tutto quello a cui aspiriamo, ma poi dobbiamo scontrarci con i soldi a disposizione». Il siluramento di Moschi era nell’aria e l’occasione è arrivata dalla rinuncia di Federico Berni al posto di consigliere comunale. Eletto in Uniti per Volterra, il medico ha poi cambiato passando al Gruppo misto e da qui è uscità venerdì. Il suo sostituto doveva essere trovato ancora in Uniti per Volterra. Il primo dei non eletti era Diego Bellacchini che ha accettato di entrare in maggioranza. Così, il voto di Moschi non serviva più per far stare in piedi il governo della città. Ed è arrivato il siluramento.
Ora Moschi siederà con la minoranza. «Sarà una opposizione dura, senza paura», promette. Apre anche un fronte che può sembrare di secondo piano, ma che senza soluzioni rischia di creare un ulteriore caso. Buselli e Moschi furono eletti insieme nella lista civica Uniti per Volterra. Un anno fa, sindaco, assessori (escluso Moschi) e consiglieri di maggioranza annunciarono l’uscita da Uniti per Volterra e la confluenza nella nuova Lista civica per Volterra. L’opposizione ha sollevato il problema. Alla fine è stato chiarito che il gruppo consiliare di Buselli e della maggioranza è ancora Uniti per Volterra. «È una discussione che non mi appassiona – ha detto ieri il sindaco – Ma il nostro gruppo porta il nome della lista civica in cui siamo stati eletti. Poi abbiamo avviato un percorso chiaro su cui non credo ci siano ulteriori elementi da chiarire».
Quindi, senza chiarimenti, nel consiglio comunale ci sarà Uniti per Volterra in maggioranza e la stessa lista civica all’opposizione. «Buselli è un abusivo», dice Moschi. E quelli della lista civica Uniti per Volterra, rincarano la dose: «Chiediamo al sindaco di cambiare nome in consiglio comunale. Uscito sbattendo la porta dalla lista che lo ha eletto, adesso ha estromesso l'ultimo elemento della lista civica. È opportuno nei confronti dei volterrani, che Buselli non sieda più sui banchi del consiglio comunale come lista civica, ma che si autodefinisca come più gli aggrada. Lasciando stare però la vera Lista civica, che due volte lo ha portato in consiglio comunale. Buselli da ieri non più legittimato dal voto. Questo i volterrani se lo ricorderanno».
Andreas Quirici
Il sindaco ha affidato le deleghe di Moschi al consigliere Massimo Fidi, promuovendolo assessore. Il commento sul terremoto politico sul Colle è abbastanza lapidario: «L’incarico è fiduciario e la fiducia nei confronti di Moschi è venuta meno. Ha criticato apertamente il mio operato, lamentandosi che i “lavori pubblici” non avessero ricevuto abbastanza soldi. In realtà, lui ha fornito una lista di lavori da realizzare a un gran numero di strade che, per mancanza di fondi, non riusciamo a esaudire completamente. A tutti noi piacerebbe fare tutto quello a cui aspiriamo, ma poi dobbiamo scontrarci con i soldi a disposizione». Il siluramento di Moschi era nell’aria e l’occasione è arrivata dalla rinuncia di Federico Berni al posto di consigliere comunale. Eletto in Uniti per Volterra, il medico ha poi cambiato passando al Gruppo misto e da qui è uscità venerdì. Il suo sostituto doveva essere trovato ancora in Uniti per Volterra. Il primo dei non eletti era Diego Bellacchini che ha accettato di entrare in maggioranza. Così, il voto di Moschi non serviva più per far stare in piedi il governo della città. Ed è arrivato il siluramento.
Ora Moschi siederà con la minoranza. «Sarà una opposizione dura, senza paura», promette. Apre anche un fronte che può sembrare di secondo piano, ma che senza soluzioni rischia di creare un ulteriore caso. Buselli e Moschi furono eletti insieme nella lista civica Uniti per Volterra. Un anno fa, sindaco, assessori (escluso Moschi) e consiglieri di maggioranza annunciarono l’uscita da Uniti per Volterra e la confluenza nella nuova Lista civica per Volterra. L’opposizione ha sollevato il problema. Alla fine è stato chiarito che il gruppo consiliare di Buselli e della maggioranza è ancora Uniti per Volterra. «È una discussione che non mi appassiona – ha detto ieri il sindaco – Ma il nostro gruppo porta il nome della lista civica in cui siamo stati eletti. Poi abbiamo avviato un percorso chiaro su cui non credo ci siano ulteriori elementi da chiarire».
Quindi, senza chiarimenti, nel consiglio comunale ci sarà Uniti per Volterra in maggioranza e la stessa lista civica all’opposizione. «Buselli è un abusivo», dice Moschi. E quelli della lista civica Uniti per Volterra, rincarano la dose: «Chiediamo al sindaco di cambiare nome in consiglio comunale. Uscito sbattendo la porta dalla lista che lo ha eletto, adesso ha estromesso l'ultimo elemento della lista civica. È opportuno nei confronti dei volterrani, che Buselli non sieda più sui banchi del consiglio comunale come lista civica, ma che si autodefinisca come più gli aggrada. Lasciando stare però la vera Lista civica, che due volte lo ha portato in consiglio comunale. Buselli da ieri non più legittimato dal voto. Questo i volterrani se lo ricorderanno».
Andreas Quirici
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