Il Tirreno

Pontedera

IL RINGRAZIAMENTO

Un lavoro di squadra che fa onore al territorio

FABRIZIO NIGLIO
Un lavoro di squadra che fa onore al territorio

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Quando s’inizia un’avventura nuova le incognite sono tante. In particolare se vieni via dal mare a cui sei molto legato, perché ci sei nato, e lasci colleghi preparati e gentili coi quali hai condiviso dieci anni di lavoro e ottimi risultati. Quella mattina di maggio, entrando all’ospedale Lotti, i pensieri erano banalmente gli stessi. Sono passati poco più di 7 mesi e ancora non riesco a capacitarmi di ciò che è accaduto. Mi ero prospettato un periodo iniziale più o meno lungo per conoscere bene i colleghi, l’ambiente e, soprattutto, i donatori. Invece ho subito trovato collaborazione ed entusiasmo. Il personale del Trasfusionale (Pontedera e Volterra) con professionalità e competenza ha, da subito, messo in atto tutte le novità che, inevitabilmente, mi sono portato dietro (orario di accettazione dei donatori alle 7,30, maggior numero di prenotazioni, 4 macchine da aferesi, apertura per due domeniche al mese, macchine e tecniche nuovissime).

Un modo diverso di lavorare pur con stessa attenzione e professionalità sempre portata avanti anche dal mio predecessore. Se non avessi loro che, ogni mattina, accolgono donatori e pazienti con gentilezza e preparazione i risultati sarebbero ben diversi. I donatori, che hanno risposto in maniera splendida a tutte le sollecitazioni e novità venendo a donare sempre più numerosi. A loro dobbiamo tutto ed è la loro presenza che ci porta entusiasmo e desiderio di fare sempre di più. La componente politica e istituzionale, che mi ha aiutato proponendo il dono in mille modi e, soprattutto, facendo ciò che proponevano. Sindaci, vice, e amministratori vari sono infatti venuti a donare dimostrando non solo interesse, ma anche partecipazione. Non posso citarli tutti (anche per segreto professionale) ma vederli animati dal mio stesso entusiasmo mi ha fatto molto piacere.

Un grazie particolare lo devo sicuramente ad Angela Pirri per come ha creduto in noi non smettendo un istante di proporre iniziative che - cosa non scontata - ha puntualmente realizzato. Importante è anche l’impegno di persone che, come Eugenio Leone o Enrico Bimbi, hanno saputo collaborare facilitando la diffusione del nostro messaggio. Per vari motivi devo ringraziare i sindaci Simone Millozzi e Marco Buselli per aver sposato varie iniziative sul dono. Anche Confesercenti e Confcommercio si sono impegnate per un messaggio corale.Una considerazione particolare devo farla per Sergio Braccini del Tirreno capace, coi suoi redattori e collaboratori (Quirici, Mattonai ed altri), di capire l’importanza del dono ma, soprattutto, di saperlo scrivere. Sembra banale, ma trasmettere una necessità senza scivolare nell’ovvietà o, peggio, nell’allarmismo è una cosa molto difficile. Ho invece trovato giornalisti preparati, pronti ad ascoltare e impegnati a seguire gli eventi senza risparmiarsi.

Visto che i risultati non si ottengono mai da soli devo sottolineare il patrimonio umano che questo territorio ha come volontariato. L’impegno e l’accoglienza delle associazioni (fra le quali spiccano Avis e Fratres) con l’incessante impegno dei loro volontari è quanto di più edificante ed emozionante si possa avere (Schiavetti, Franchi, Verdiani, Ferrara, Conti sono alcuni dei tantissimi nomi). Per concludere non posso non menzionare il coordinatore dei Trasfusionali aziendali, il dottor Palla che, per primo, mi ha ritenuto capace di assumere questo ruolo; il direttore sanitario Colombai, sempre presente quando serve, e l’azienda stessa che, in mille modi, mi permette di svolgere al meglio il mio lavoro.  

*Il dottor Fabrizio Niglio è il responsabile del centro trasfusionale dell'ospedale Lotti 

 

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