Il Tirreno

Pontedera

Capodanno sotto il tendone per i lavoratori della Tmm

Andreas Quirici
Dolci natalizi al presidio Tmm
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Dolci natalizi al presidio Tmm

Cena e karaoke per gli operai licenziati in estate. Sale la tensione dopo il blocco dei cancelli di pochi giorni fa che ha impedito il ritiro delle marmitte

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PONTEDERA. Una festa particolare di Capodanno che mai nessuno dei protagonisti avrebbe mai voluto vivere. È quella che si sta organizzando al presidio dei lavoratori della Tmm, dove ci sarà una cena con musica e karaoke. Allegria e amarezza, voglia di non pensare a niente e paura del futuro. Ma sempre con lo sguardo fisso sull’obiettivo: ritrovare quel posto di lavoro che è sfumato in estate, quando la fabbrica di marmitte dell’indotto Piaggio è stata chiusa, aprendo una vertenza che ha portato al licenziamento di 84 persone.

Un Capodanno dopo due giorni dal primo vero momento di tensione davanti ai cancelli della fabbrica di viale Africa, dove si è presentato un camion per il ritiro di marmitte, destinate a una ditta della zona, insieme a un rappresentante del liquidatore Roberto Dell’Omodarme. Il blocco degli operai, decisi a ostacolare l’operazione di vendita dei prodotti finiti per trovare i soldi da destinare ai creditori, ha impedito le operazioni di ritiro della merce. Ma ora si teme che la tensione tra lavoratori e liquidatore possa salire e che entrino in campo le forze dell’ordine per sgombrare l’ingresso in caso di ritiro di materiale. L’altro giorno il presidente della Regione, Enrico Rossi, al presidio per la seconda volta in pochi giorni, ha lanciato un appello in questo senso: «Evitiamo di forzare il blocco degli operai in un momento così delicato della vicenda Tmm».

Ieri il segretario provinciale della Fiom Cgil, Marco Comparini, ha dato l’impressione di essere preoccupato: «Vediamo cosa accadrà il 2 gennaio. Gli operai sono arrabbiati e determinati nell’impedire che la fabbrica si svuoti, perché sono consapevoli che, una volta venduti i prodotti realizzati durante gli ultimi mesi di attività, le speranze di tornare al lavoro sarebbero pari a zero».

Il blocco degli ingressi della fabbrica deriva anche da contrasti nati tra il liquidatore e le persone che stanno portando avanti il presidio. E che, difficilmente, si sanerà in pochi giorni.
 

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