Gioco
Abbattuta quota novemila donazioni di sangue al Lotti, ecco i frutti sperati
Il centro trasfusionale festeggia dati che mancavano dal 2014. L’età media dei donatori è di poco più di 45 anni, i maschi sono il 69%
PONTEDERA Superata quota novemila donazioni. Il traguardo per il centro trasfusionale di Pontedera è stato tagliato nei giorni scorsi che, insieme al superamento della soglia delle duemila donazioni del centro trasfusionale di Volterra, con il dottor Fabrizio Niglio che dirige entrambe le strutture, fanno un numero che non si vedeva da anni. Undicimila donazioni rappresentano il punto da cui partire per guardare al 2018 con maggiore impegno, «perché di sangue c'è sempre bisogno», come ha sottolineato spesso il medico. Ma la quota toccata in questo 2017 che ormai volge al termine è anche l’occasione per fare un bilancio di quanto fatto negli ultimi mesi dallo staff del centro trasfusionale di Pontedera che ha saputo invertire una rotta che dal 2014 vedeva i numeri diminuire in maniera costante.
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GRAN LAVORO DEL CENTRO. Merito, quindi, all’attività di divulgazione della cultura del dono intrapresa da Niglio e dal suo gruppo di collaboratori, tra medici, infermieri e tecnici, insieme ai vertici locali di Avis e Fratres. Ma anche grande merito alle novità introdotte proprio da Niglio in fatto di orari di apertura (si comincia alle 7,30, sabato incluso), in cui sono comprese anche le due domeniche al mese in cui il centro trasfusionale è a disposizione di chi non può donare sangue o plasma negli altri giorni della settimana. E merito degli strumenti tecnologici installati nella struttura pontederese che sono in grado di migliorare la qualità del lavoro e dei risultati offerti a chi il sangue lo riceve.
LA CULTURA DEL DONO. Ma questo incremento di sacche di sangue donate è merito anche della campagna che ha coinvolto molte amministrazioni comunali della zona, Pontedera e Volterra, ma anche Buti e Ponsacco, giusto per fare due esempi. E che ha visto Il Tirreno diventare media partner di un’operazione che ha dato ottimi frutti. Anche grazie agli articoli pubblicati dal nostro giornale, l’afflusso sui lettini del centro trasfusionale è salito in maniera significativa, contribuendo a raggiungere un risultato che, nel suo piccolo, può essere considerato storico.
IDENTIKIT DEL DONATORE. Era, infatti, dal 2014, che i numeri del centro situato all’interno dell’ospedale Lotti di Pontedera non invertivano la tendenza al ribasso. Quell’anno le donazioni furono oltre le undicimila unità. Fino al 2016, quando le sacche raccolte nei dodici mesi sono state invece 8.600. Essere tornati sopra le novemila (l’anno si è chiuso esattamente a quota 9.156) è (si spera) l’inizio della ripresa.
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L’ANALISI DEI GIOVANI.Grazie al dottor Luca Galli, che fa parte dello staff di Fabrizio Niglio, è possibile addentrarsi nell’identikit del donatore. L’età media, per esempio, è di 45,5 anni (nel 2006 era di 42,9). La fascia di età tra i 18 e i 27 anni rappresenta il 10% del totale, mentre quella dai 28 ai 37 il 15%. «In questo segmento c’è stato un netto calo rispetto al 2006 - spiega il dotto Galli - quando rappresentava il 25%, un quarto di tutte le donazioni. Il nostro lavoro di sensibilizzazione, oltre che sui giovani, è dedicato anche a questa fascia di età». Stabili le altre: il 30% tra i 38 e i 47 anni, così come tra i 48 e i 57 anni, mentre tra i 58 e i 70 anni la percentuale è del 15%. Complessivamente, quest’anno, il 69% dei donatori è maschio, il 31% è femmina. Ma se guardiamo i ragazzi sotto i vent’anni, siamo in pratica al 50 e 50. Ed è una costante. Nel 2016, infatti, i giovani tra i 18 e i 20 anni eranotati 154, di cui 74 maschi e 80 femmine. Quest’anno, le donazioni in questa fascia di età è stata di 164 unità, di cui 84 maschi e 80 femmine.
- IL RINGRAZIAMENTO "Un lavoro di squadra che fa onore al territorio" di Fabrizio Niglio
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