Sicurezza
Ricettavano l'oro rubato nelle rapine in villa: sei arresti
Si tratta di quattro gioiellieri e di due pregiudicati di nazionalità slava
PISA. È giunta alla sua conclusione l’operazione denominata “Golden Daytona” condotta dai carabinieri della compagnia di Pontedera e diretta dalla Procura di Pisa. Sei i provvedimenti di cattura emessi nei confronti di altrettanti soggetti: quattro italiani gioiellieri e orafi e due pluripregiudicati di nazionalità slava, tutti responsabili di ricettazione e riciclaggio di oro e preziosi provento di furti in abitazione e rapine in ville.
Il provvedimento cautelare, emesso dal Tribunale Distrettuale del Riesame di Firenze, giunge al termine di un lungo giudicato. Nel dicembre 2016 il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pisa rigettava la richiesta di misure cautelari della locale Procura della Repubblica; il Tribunale Distrettuale del Riesame di Firenze, nel luglio 2017, accogliendo il ricorso della Procura pisana, emetteva ordinanza di custodia cautelare a carico dei 6 indagati, con la successiva esecuzione subordinata al giudizio della Corte di Cassazione che si pronunciava il 19 dicembre scorso rigettando il ricorso degli indagati e dando efficacia al giudizio cautelare.
Le misure emesse riguardano arresti domiciliari per i quattro italiani, due orafi e due gioiellieri, e custodia cautelare in carcere per i due pluripregiudicati appartenenti ad una nota famiglia di origine slava domiciliata tra Pisa e Pontedera. Attualmente uno degli slavi è ricercato. L’indagine ha messo in luce il connubio esistente tra esponenti della criminalità e apparati del settore artigiano orafo e commercio di preziosi. I proventi dei furti in abitazione e delle rapine in villa finivano in alcuni laboratori orafi, in particolare quello di Pontedera e quello di Cecina, i cui titolari - a loro volta - cedevano i monili a due fratelli gioiellieri di Lucca per la successiva rivendita nel circuito legale. Parte dell’oro veniva fuso in modo da ostacolare l’identificazione della sua provenienza. Oltre 6 chili di oro sequestrati, anche alcuni lingotti, scoperti 78 tra furti e rapine commessi in Toscana, in gran parte tra le province di Pisa, Firenze, Lucca e Livorno, e non mancano sporadici episodi commessi in altre aree del territorio nazionale, oltre 500 è la stima dei delitti messi a segno.
Dei monili e preziosi tuttora in sequestro, per circa la metà è stato possibile individuare i legittimi proprietari, meno di un terzo quella restituita ad un laboratorio orafo per effetto della decisione del Gip del Tribunale di Pisa. Le tappe salienti dell’indagine, condotta anche con le intercettazioni, si traducono nei sequestri “collaterali” operati dai carabinieri: il 6 novembre e il 22 dicembre 2015, rispettivamente a Cecina e Piombino, a carico di un gioielliere, per oltre 1,5 kg di oro e 16mila euro in denaro contante; il 21 aprile 2016 a Pontedera, Cecina e Lucca, a carico dei due orafi e due gioiellieri, per oltre 4,5 kg di oro, orologi di pregio (tra cui 3 Rolex, uno provento di furto in provincia di Torino), munizionamento illecitamente detenuto (25 cartucce cal. 9x21), nonché una porzione di immobile adibito a laboratorio orafo clandestino.
Ecco chi sono gli arrestati: i fratelli Rubio Cerri (cl.1964) e Giuseppe Cerri (cl.1969), soci delle due gioiellerie a Lucca; Pietro Spinella (cl.1959), titolare laboratorio orafo a Cecina; Vincenzo Celentano (cl.1961), titolare laboratorio orafo a Pontedera; Agim Zuka (cl.1982) e Advus Haliti (cl.1995).
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