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Patteggia dieci mesi di carcere dopo la lite al pranzo di Natale

Patteggia dieci mesi di carcere dopo la lite al pranzo di Natale

PONTEDERA. Passata la festa di Natale e dopo un giorno di arresti domiciliari, è stato processato, ieri mattina in tribunale a Pisa, con rito direttissimo, il 50 enne di Pontedera che il giorno di...

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PONTEDERA. Passata la festa di Natale e dopo un giorno di arresti domiciliari, è stato processato, ieri mattina in tribunale a Pisa, con rito direttissimo, il 50 enne di Pontedera che il giorno di Natale ha aggredito il suocero e un altro parente dopo una lite scoppiata durante il pranzo di Natale. Tra l’altro in queste ore l’arrestato si è pure sfogato sui social per non essere stato compreso dai “parenti serpenti”.

E tutto per una discussione banale, degenerata in qualcosa che probabilmente nemmeno gli stessi protagonisti della vicenda avevano immaginato. Dopo il litigio scoppiato al pranzo di Natale, l’uomo era stato accompagnato in caserma dai carabinieri. Qui i militari avevano cercato di farlo ragionare, di spiegargli che non era il caso di continuare a mantenere quell’atteggiamento. Dopo un’ora la moglie era andata a prenderlo nella caserma di via Lotti, pensando di accompagnarlo a casa e che le tensioni del pranzo fossero solo un brutto ricordo. Non era così. Il 50enne invece è andato a casa del parente con il quale aveva litigato durante il pranzo. Ma prima ha aggredito alcune il suocero. Poi si è presentato a casa del parente di 33 anni, sfondando la porta, per prenderlo a calci e pugni.

Per fermarlo era stato necessario l'intervento di un carabiniere fuori servizio, allarmato dal trambusto nel condominio. Ma anche un altro vicino di casa aveva cercato di fermarlo, tanto che aveva rimediato un pugno nel naso anche se poi ha deciso di non presentare alcuna querela.

Arrestato e messo ai domiciliari, ieri il 50enne si è presentato davanti al giudice. Arresto convalidato e pena patteggiata: pena di dieci mesi per lesioni personali e la violazione di domicilio aggravata.

Ora la vicenda rientra nell’aveo delle questioni familiari, private. La famiglia valuterà se passare sopra a questo episodio o come eventualmente evitare di frequentare il 50enne. Quest’ultimo quando è stato fermato dal vicino di casa che gli ha detto di essere un carabiniere non ha opposto alcuna resistenza. E questo almeno gli ha evitato ulteriori problemi giudiziari.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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