Lutto
Se la sacra famiglia arriva dal Senegal
Nel presepe vivente Giuseppe e Maria sono interpretati da extracomunitari e Gesù dalla loro bimba di 4 mesi
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SAN MINIATO BASSO . Folla di curiosi per il tradizionale presepe vivente in piazza della chiesa, manifestazione messa in scena da oltre 250 figuranti ieri pomeriggio e che si ripeterà il 6 gennaio a San Miniato Basso.
Nonostante il tempo incerto in molti non hanno voluto mancare alla sacra rappresentazione, dove è stato ricostruito il villaggio di Betlemme con gli antichi mestieri, animali, figuranti e naturalmente una scena della natività molto particolare. La grande novità di quest’anno, che non ha mancato di far storcere la bocca a qualcuno, è infatti che Gesù bambino (in realtà una bambina, Diarra, di 4 mesi), Giuseppe e Maria sono stati interpretati da una famiglia senegalese. «Segno ulteriore di quanto la Toscana sia qui, oggi, con tutta la sua cultura e la sua capacità di abbracciare e accogliere gli altri» ha commentato il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, presente all’inaugurazione con il sindaco Vittorio Gabbanini ed il vescovo, monsignor Andrea Migliavacca. «L’annuncio del Natale è prima di tutto annuncio di fraternità, pace e cultura della solidarietà fra i popoli – ha detto il vescovo Migliavacca. – Una storia che iniziò da un “sì”. Da quel “eccomi” pronunciato da Maria nell’Annunciazione. Ancora oggi, dopo duemila anni, siamo qui a celebrare quel momento solenne».
Nilo Di Modica
ALTRO SERVIZIO A PAG. 5
Nonostante il tempo incerto in molti non hanno voluto mancare alla sacra rappresentazione, dove è stato ricostruito il villaggio di Betlemme con gli antichi mestieri, animali, figuranti e naturalmente una scena della natività molto particolare. La grande novità di quest’anno, che non ha mancato di far storcere la bocca a qualcuno, è infatti che Gesù bambino (in realtà una bambina, Diarra, di 4 mesi), Giuseppe e Maria sono stati interpretati da una famiglia senegalese. «Segno ulteriore di quanto la Toscana sia qui, oggi, con tutta la sua cultura e la sua capacità di abbracciare e accogliere gli altri» ha commentato il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, presente all’inaugurazione con il sindaco Vittorio Gabbanini ed il vescovo, monsignor Andrea Migliavacca. «L’annuncio del Natale è prima di tutto annuncio di fraternità, pace e cultura della solidarietà fra i popoli – ha detto il vescovo Migliavacca. – Una storia che iniziò da un “sì”. Da quel “eccomi” pronunciato da Maria nell’Annunciazione. Ancora oggi, dopo duemila anni, siamo qui a celebrare quel momento solenne».
Nilo Di Modica
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