Sicurezza
Nozze di ferro, Italo e Bruna da 70 anni insieme
«Abbiamo lavorato tanto, tutti e due. È volato questo tempo» Lui a 94 anni guida ancora: «Non vado più a funghi e tartufi»
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SAN MINIATO. «L'importante è volersi bene. Non avevamo tempo per litigare». Commentano con il sorriso di chi ne ha viste tante, eppure si mantiene giovane. Italo Rosi e Bruna Taddei con oggi fanno 70 anni insieme. Classe 1923 lui, del '29 lei, si sposarono il 27 dicembre 1947, dopo appena un anno di fidanzamento.
Un amore lungo settant'anni fino all'invidiabile anniversario, le nozze di ferro, che oggi saranno festeggiate a casa insieme ai frutti di quell'unione: i tre figli Luciano, Mauro e Loriano, cinque nipoti e l'ultima arrivata, la bisnipote Patrizia, 5 anni. «Avevo anche una figlia, Luciana, ma morì molto piccola – ricorda Bruna, commossa, che ama raccontare come tutto iniziò – Quando ci siamo conosciuti eravamo giovanissimi. Italo era di Cigoli, l'acqua all'epoca in casa non c'era e dovevamo andarla a prendere in campagna, col cavallo. È lì che lo incontrai per la prima volta. Mi ricordo che tornai a casa e dissi “c'è un bel ragazzino alla fonte...”. Tempo dopo lo incontrai a Pisa e mi raccontò di quello che il giorno prima era successo a Cigoli, una granata era scoppiata in paese».
«Da lì è stata tutta una corsa» racconta Italo, che in quel lontano '46, poco più che ventenne era reduce da una dura prigionia in Germania: «La guerra era finita, erano tempi durissimi. Poco più di un anno dopo ci sposammo. Non avevamo nemmeno i soldi per andare in luna di miele. Ci divertimmo a modo nostro».
«Mia mamma dette il consenso alle nozze, ma solo in cambio della promessa che saremmo rimasti tutti sotto lo stesso tetto», ricorda Bruna, che aggiunge: «Non è stato difficile, abbiamo lavorato tanto, tutti e due». Lui in fabbrica prima, poi portando pelli e scarpe in giro per la Toscana, i primi anni anche in bicicletta; lei aggiuntando e facendo le pulizie. «Sono volati questi anni» dicono. E quando si chiede loro come si fa ad andare d'accordo per così tanto tempo, la risposa è quasi scontata: «Pazienza» dice lei. «Arrivare a letto la sera ed essersi scordati già tutto», rilancia lui. Zero rancore insomma «che le cose serie sono altre».
«Anche se ogni tanto ancora litighiamo» raccontano. Italo, ancora in gamba e patentato a 94 anni, non disdegna il volante. «Vuole sempre andare a giro e io mi preoccupo» dice Bruna, prendendolo a braccetto. E lui, ancora, risponde piccato: «ho smesso anche di andare a funghi e tartufi. Vorrei sempre andare, ma ho smesso per lei».
E pace, come da 70 anni a questa parte, è ancora fatta.
Nilo Di Modica
Un amore lungo settant'anni fino all'invidiabile anniversario, le nozze di ferro, che oggi saranno festeggiate a casa insieme ai frutti di quell'unione: i tre figli Luciano, Mauro e Loriano, cinque nipoti e l'ultima arrivata, la bisnipote Patrizia, 5 anni. «Avevo anche una figlia, Luciana, ma morì molto piccola – ricorda Bruna, commossa, che ama raccontare come tutto iniziò – Quando ci siamo conosciuti eravamo giovanissimi. Italo era di Cigoli, l'acqua all'epoca in casa non c'era e dovevamo andarla a prendere in campagna, col cavallo. È lì che lo incontrai per la prima volta. Mi ricordo che tornai a casa e dissi “c'è un bel ragazzino alla fonte...”. Tempo dopo lo incontrai a Pisa e mi raccontò di quello che il giorno prima era successo a Cigoli, una granata era scoppiata in paese».
«Da lì è stata tutta una corsa» racconta Italo, che in quel lontano '46, poco più che ventenne era reduce da una dura prigionia in Germania: «La guerra era finita, erano tempi durissimi. Poco più di un anno dopo ci sposammo. Non avevamo nemmeno i soldi per andare in luna di miele. Ci divertimmo a modo nostro».
«Mia mamma dette il consenso alle nozze, ma solo in cambio della promessa che saremmo rimasti tutti sotto lo stesso tetto», ricorda Bruna, che aggiunge: «Non è stato difficile, abbiamo lavorato tanto, tutti e due». Lui in fabbrica prima, poi portando pelli e scarpe in giro per la Toscana, i primi anni anche in bicicletta; lei aggiuntando e facendo le pulizie. «Sono volati questi anni» dicono. E quando si chiede loro come si fa ad andare d'accordo per così tanto tempo, la risposa è quasi scontata: «Pazienza» dice lei. «Arrivare a letto la sera ed essersi scordati già tutto», rilancia lui. Zero rancore insomma «che le cose serie sono altre».
«Anche se ogni tanto ancora litighiamo» raccontano. Italo, ancora in gamba e patentato a 94 anni, non disdegna il volante. «Vuole sempre andare a giro e io mi preoccupo» dice Bruna, prendendolo a braccetto. E lui, ancora, risponde piccato: «ho smesso anche di andare a funghi e tartufi. Vorrei sempre andare, ma ho smesso per lei».
E pace, come da 70 anni a questa parte, è ancora fatta.
Nilo Di Modica
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