Attenzione
Padre minaccioso con le figlie: via armi e munizioni
PONSACCO. Poco affidabile, irascibile. Pronto a litigare anche con i carabinieri. Un tipo capace di sfasciare l’auto a una delle figlie. Ecco, a uno così è bene togliere pistole e fucili. Una revoca...
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PONSACCO. Poco affidabile, irascibile. Pronto a litigare anche con i carabinieri. Un tipo capace di sfasciare l’auto a una delle figlie. Ecco, a uno così è bene togliere pistole e fucili. Una revoca del porto d’armi disposta dalla prefettura e confermata dal Tar. Sì, perché il personaggio in questione aveva provato a impugnare il provvedimento di Palazzo Medici. L’esito lo ha visto soccombere. Scrivono i giudici del Tribunale amministrativo: «La prefettura ha ritenuto che gli elementi emersi a carico del ricorrente lo rendano poco affidabile sotto il profilo della sicurezza pubblica».
Il ricorso era basato sull’assenza di condanne. Una incensuratezza formale che non significa equilibrio nei rapporti con il prossimo. C’erano delle querele incrociate con le due figlie, ma alla fine una era stata ritirata e un’altra era finita con un’archiviazione. La giurisprudenza citata dal Tar è chiara. «Non vale addurre che dai fatti descritti non siano conseguiti per il ricorrente pregiudizi di rilevanza penale, atteso che il divieto disposto dal prefetto può fondarsi su situazioni che non hanno dato luogo a condanne penali o a misure di pubblica sicurezza». Nel precisare il concetto il Tar sottolinea che «in definitiva, per revocare una licenza in materia di armi, non occorre che sia stato accertato un oggettivo abuso nell’utilizzo delle stesse, essendo sufficiente una erosione anche minima del requisito dell’affidabilità del soggetto tale che venga meno la certezza della sua capacità di non abusarne». E allora vediamo come l’uomo, di Ponsacco, è diventato uno a cui togliere licenza e armi. I dissidi con le figlie sono qualcosa di più di una conflittualità familiare. Lo querelano anche se poi il procedimento penale viene archiviato a giugno. Che sia un tipo che si scalda subito lo dicono anche i carabinieri che lo definiscono facilmente irascibile quando si arrabbia di fronte a due militari che si erano recati nella sua abitazione per motivi d’ufficio. E soprattutto ci sono le tensioni familiari. Una volta si presenta sul luogo di lavoro di una delle figlie con fare intimidatorio. E poi minacciare l’altra figlia dopo averle distrutto la macchine che le aveva regalato. Ce n’è abbastanza per far sparire ogni arma a portata di mano dell’uomo. (p.b.)
Il ricorso era basato sull’assenza di condanne. Una incensuratezza formale che non significa equilibrio nei rapporti con il prossimo. C’erano delle querele incrociate con le due figlie, ma alla fine una era stata ritirata e un’altra era finita con un’archiviazione. La giurisprudenza citata dal Tar è chiara. «Non vale addurre che dai fatti descritti non siano conseguiti per il ricorrente pregiudizi di rilevanza penale, atteso che il divieto disposto dal prefetto può fondarsi su situazioni che non hanno dato luogo a condanne penali o a misure di pubblica sicurezza». Nel precisare il concetto il Tar sottolinea che «in definitiva, per revocare una licenza in materia di armi, non occorre che sia stato accertato un oggettivo abuso nell’utilizzo delle stesse, essendo sufficiente una erosione anche minima del requisito dell’affidabilità del soggetto tale che venga meno la certezza della sua capacità di non abusarne». E allora vediamo come l’uomo, di Ponsacco, è diventato uno a cui togliere licenza e armi. I dissidi con le figlie sono qualcosa di più di una conflittualità familiare. Lo querelano anche se poi il procedimento penale viene archiviato a giugno. Che sia un tipo che si scalda subito lo dicono anche i carabinieri che lo definiscono facilmente irascibile quando si arrabbia di fronte a due militari che si erano recati nella sua abitazione per motivi d’ufficio. E soprattutto ci sono le tensioni familiari. Una volta si presenta sul luogo di lavoro di una delle figlie con fare intimidatorio. E poi minacciare l’altra figlia dopo averle distrutto la macchine che le aveva regalato. Ce n’è abbastanza per far sparire ogni arma a portata di mano dell’uomo. (p.b.)
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