Strade, inaugurato il braccetto che unisce le zone industriali
Trecento metri di asfalto per un’opera attesa da anni nel comprensorio del Cuoio. I terreni sono stati acquistati da un consorzio privato e ceduti al Comune di Castelfranco
CASTELFRANCO. Anche a percorrerla a piedi si fa in un attimo. Trecento metri in tutto, anche meno, eppure fondamentali per unire la zona industriale di Castelfranco con quella di Santa Croce e con la superstrada. Una zona, quella del Macrolotto, rimasta per sei anni come “ingabbiata”, bloccata da un’arteria senza uscite che l’aveva separata da tutto, costringendo le aziende a lunghi, pericolosi e costosi giri pesca. Finalmente, dal 22 dicembre, anche Castelfranco ha il suo braccetto: la nuova strada che collega via della Confina con la Bretella del Cuoio.
«Pochi metri d’asfalto che adesso permettono di avere un comprensorio più unito», ha detto il sindaco Gabriele Toti nella cerimonia d’inaugurazione, ricostruendo i passaggi di un’opera «nata con il contributo di tanti soggetti»: gli imprenditori in primis, attraverso il ruolo fondamentale del Consorzio Coaque che ha collaborato con il Comune, facendosi carico dell’acquisto dei terreni, senza dimenticare l’amministrazione comunale di Santa Croce, nel cui territorio ricade la quasi totalità dell’opera. «A dimostrazione che se c’è un obiettivo comune – ha detto Toti – ognuno fa la sua parte».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.16274183:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.16274183:1652375489/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Alla cerimonia, non a caso, hanno preso parte vari amministratori dei Comuni vicini, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, il consigliere Andrea Pieroni, il vescovo di San Miniato Andrea Migliavacca e il parroco don Ernesto Testi, insieme a rappresentanti dell’ordine degli ingegneri di Pisa, delle forze dell’ordine e del vicino distaccamento dei vigili del fuoco che, d’ora in poi, faranno molta meno strada per raggiungere la sponda sinistra del Valdarno. Progettata da Filippo Cristiani e Roberto Masoni, la strada prende lo stesso nome del braccetto sul lato di Santa Croce, inaugurato nel 2013 e dedicato a Emilio e Gino Gozzini.
«Due imprenditori che hanno fatto la fortuna del comprensorio – ha ricordato la sindaca di Santa Croce Giulia Deidda – Con quest’opera abbiamo dimostrato che una visione unica del distretto può creare le condizioni per uno sviluppo qualificato».
«Un’opera che – ha aggiunto il presidente Giani – è la dimostrazione del buon governo della Toscana». Un’opera, comunque, che deve molto al ruolo delle aziende: «Il Consorzio Coaque – ha detto il presidente Mauro Orazzini – ha acquistato questi terreni dai privati per dare un aiuto non solo economico, ma anche per sveltire le procedure».
Soddisfazione, infine, dal presidente della Cna Pisa, Matteo Giusti, per la scelta di privilegiare nei lavori un’impresa del territorio: la Giusti Leonetto di Pisa. «I nostri associati chiedono solo di poter cogliere le opportunità che il sistema degli appalti pubblici offre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
