Sicurezza
il caso
Vanno sulla tomba del padre ma la salma è stata spostata
PONTEDERA. Vanno a far visita alla tomba del padre ma non la trovano: era stato spostato nell’ossario. Questa la disavventura che ha colpito una famiglia molto nota a Pontedera e non solo, come...
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PONTEDERA. Vanno a far visita alla tomba del padre ma non la trovano: era stato spostato nell’ossario. Questa la disavventura che ha colpito una famiglia molto nota a Pontedera e non solo, come quella di Gerardo Esposito, ex sindacalista e dirigente politico della sinistra.
«Mio padre Alessandro è morto nel 2005, ha abitato ininterrottamente a Pontedera dal 1965. Tutti, o quasi, a Pontedera conoscevano quell’omino magro col bastoncino, gran confabolatore di qualsiasi argomento, che passava il suo tempo sulle panchine di piazza Andrea o sulle panchine del Corso – racconta, incredulo. – Ebbe tre figli maschi: Pasquale, che ha lavorato 42 anni ai magazzini della frutta, Ottaviano alla Rotta, portiere all’ospedale Lotti fino alla pensione ed io, Gerardo, a Santa Maria a Monte dal’74, operaio della Metalgalvanica nonché sindacalista e segretario del Pci in quel comune ed in più consigliere comunale per tre legislature».
«Ebbene – prosegue gli operatori cimiteriali – hanno riesumato la salma di nostro padre senza avvertire nessuno dei figli, a parte la femmina che vive da sempre a Livorno. La giustificazione degli addetti comunali è stata che non sono riusciti a trovare traccia di tale famiglia. Allibiamo davanti a tale puerile scusa, non abbiamo intenzione di infierire, ma e se i morti potessero vendicarsi...». (ndm)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
«Mio padre Alessandro è morto nel 2005, ha abitato ininterrottamente a Pontedera dal 1965. Tutti, o quasi, a Pontedera conoscevano quell’omino magro col bastoncino, gran confabolatore di qualsiasi argomento, che passava il suo tempo sulle panchine di piazza Andrea o sulle panchine del Corso – racconta, incredulo. – Ebbe tre figli maschi: Pasquale, che ha lavorato 42 anni ai magazzini della frutta, Ottaviano alla Rotta, portiere all’ospedale Lotti fino alla pensione ed io, Gerardo, a Santa Maria a Monte dal’74, operaio della Metalgalvanica nonché sindacalista e segretario del Pci in quel comune ed in più consigliere comunale per tre legislature».
«Ebbene – prosegue gli operatori cimiteriali – hanno riesumato la salma di nostro padre senza avvertire nessuno dei figli, a parte la femmina che vive da sempre a Livorno. La giustificazione degli addetti comunali è stata che non sono riusciti a trovare traccia di tale famiglia. Allibiamo davanti a tale puerile scusa, non abbiamo intenzione di infierire, ma e se i morti potessero vendicarsi...». (ndm)
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