Il Tirreno

Pontedera

«Sua figlia ha causato un incidente», ma era una truffa

Giacomo Pelfer
Carabiniere durante un controllo
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Carabiniere durante un controllo

Pontedera: il raggiro ai danni di un’anziana di 88 anni è andato a vuoto grazie alla presenza di una vicina

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PONTEDERA. «Sua figlia ha provocato un incidente mortale e si trova in caserma. Servono almeno 300 euro per farla rilasciare, ma se non ha contanti va bene anche dell’oro».

Non conosce limiti la fantasia dei professionisti della truffa, in azione nella giornata di mercoledì tra Pontedera e Ponsacco, a caccia di anziani da raggirare e derubare, giocando come sempre sull’emotività e sugli affetti più cari. Una truffa andata a vuoto, almeno in un caso: quello di una donna 88enne residente in via Togliatti, nel quartiere della Bellaria a Pontedera, che intorno alle 11, 30 di mercoledì ha risposto ad una chiamata sul telefono di casa, mentre si trovava in compagnia di una vicina. L’uomo dall’altra parte del telefono si è spacciato per un carabiniere, raccontando che la figlia aveva avuto un incidente nel quale era morta una persona.

«Adesso sua figlia è qui in caserma – ha proseguito la voce –. Per farla rilasciare deve pagare un avvocato che sta venendo a casa sua. Serviranno almeno 300 euro».

Parole che non hanno convinto l’anziana, lucidissima e perfettamente autonoma, che sul momento ha pensato ad uno scherzo ad ha riattaccato. Ma i truffatori non hanno desistito. Pochi secondi e il telefono è squillato di nuovo, mentre la voce dall’altra parte è diventata perentoria: «Ma che fa? È impazzita? Sua figlia ha ammazzato una persona. Se non ci crede telefoni al 112». La signora ha riagganciato e ha composto il numero di emergenza dei carabinieri, ma l’uomo dall’altra parte è rimasto in linea, fingendo di rispondere alla chiamata. «Sì signora, l’abbiamo chiamata noi dalla caserma. Prepari 300 euro per l’avvocato – ha insistito l’uomo –, in alternativa può andar bene l’oro».

È a quel punto che la donna è entrata nel panico, pensando alla figlia, nonostante la vicina cercasse di tranquillizzarla. Neanche il tempo di recuperare la lucidità, però, che il finto avvocato era già al campanello sotto casa. La signora ha aperto e lo ha fatto salire al primo piano, ma appena l’uomo ha visto che la donna non era sola se n’è andato.

«La vicina a quel punto ha cercato di spiegarle che si era trattato di una truffa – racconta la figlia – ma mia madre è rimasta convinta che mi fosse successo qualcosa. Ha avuto un attacco di panico e ha continuato a tremare finché non mi ha visto arrivare a casa. Sono riusciti a mandarla in confusione nonostante sia lucidissima, forse anche per colpa di quello che le accaduto negli ultimi anni».

Già nel dicembre 2013 la donna era stata rapinata dentro casa da tre uomini che la fecero stendere a terra mentre le ripulivano casa. Ieri l’episodio è stata segnalato ai carabinieri. «A quanto pare – conclude la figlia – mercoledì ci stati altri tentativi, con la stessa storiella, a Pontedera ma anche a Ponsacco».
 

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