Lutto
Fino a 500 euro ad ettaro per i fanghi nei campi
Inchiesta della Procura sul traffico di rifiuti: tanti agricoltori in provincia di Pisa prendevano quei materiali che, pur non trattati, venivano spacciati per concimi
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PONTEDERA. Il traffico illecito di rifiuti, con introiti ipotizzati per milioni di euro per le società che si occupavano dello spandimento dei fanghi in campagna, resta la principale accusa dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Firenze e che ha interessato anche la Valdera. Nel 2016 il pm fece arrestare i vertici di alcune imprese, ora c’è l’avviso di conclusione delle indagini. E tra gli indagati per l’abusiva gestione dei fanghi di depurazione per lo spandimento in agricoltura tornano i nomi di Felicino Del Carlo, di Lucca, conosciuto in provincia per le attività dell’azienda Delca di Vicopisano, di Federico Del Carlo e Alessandro Salutini, originario di Pontedera e anche lui residente a Porcari. Per la Procura le accuse reggono in quanto le analisi hanno dimostrato che i valori di idrocarburi riscontrati nei fanghi sarebbero ben oltre il limite di legge. Durante l’inchiesta è emerso che gli agricoltori che ricevevano i fanghi (pratica legale purché le caratteristiche del fango rispettino le caratteristiche fisico-chimiche di legge) non li pagavano anche se erano presentati come concimi. Ma venivano compensati – anche fino a 500 euro ad ettaro – per permettere a chi li forniva di sversarli sui terreni. E questo è successo a Peccioli, Montaione, Cascina, Palaia, Fauglia, Capannoli, Casciana Terme Lari. Tutti Comuni che sono pronti a costituirsi parte civile al processo.
Si parla migliaia di tonnellate di presunti fanghi nocivi (anche pulper di cartiera) sversati nei campi.
È quanto emerso dalle analisi effettuate dai consulenti della procura di Firenze sui campioni sequestrati nell’ambito dell’inchiesta che portò al sequestro di beni per più di 7 milioni di euro e all’esecuzione di sei misure di custodia cautelare nei confronti di altrettanti imprenditori, questi accusati di aver smaltito in modo illegale, fin dal 2013, oltre 80mila tonnellate di rifiuti. Complessivamente sono 31 le persone che sono state indagate in quest’inchiesta il cui filone criminale unisce Toscana, Veneto e Campania dove gli inquirenti cercano anche legami con imprese gravitanti nell’orbita dei clan dei Casalesi e della cosca Belforte. Oltre ai fanghi il pm distingue le accuse per il traffico di fanghi da cartiera presso gli impianti di produzione di laterizi e anche in questa tranche dell’inchiesta tornano i nomi degli imprenditori Del Carlo.
La terza imputazione, che riguarda la gestione abusiva dei rifiuti da cartiera, è relativa essenzialmente a imprenditori della Lucchesia, di Pescia e intermediari del Sud Italia. (s. c.)
ALTRO SERVIZIO A PAG. 11.
Si parla migliaia di tonnellate di presunti fanghi nocivi (anche pulper di cartiera) sversati nei campi.
È quanto emerso dalle analisi effettuate dai consulenti della procura di Firenze sui campioni sequestrati nell’ambito dell’inchiesta che portò al sequestro di beni per più di 7 milioni di euro e all’esecuzione di sei misure di custodia cautelare nei confronti di altrettanti imprenditori, questi accusati di aver smaltito in modo illegale, fin dal 2013, oltre 80mila tonnellate di rifiuti. Complessivamente sono 31 le persone che sono state indagate in quest’inchiesta il cui filone criminale unisce Toscana, Veneto e Campania dove gli inquirenti cercano anche legami con imprese gravitanti nell’orbita dei clan dei Casalesi e della cosca Belforte. Oltre ai fanghi il pm distingue le accuse per il traffico di fanghi da cartiera presso gli impianti di produzione di laterizi e anche in questa tranche dell’inchiesta tornano i nomi degli imprenditori Del Carlo.
La terza imputazione, che riguarda la gestione abusiva dei rifiuti da cartiera, è relativa essenzialmente a imprenditori della Lucchesia, di Pescia e intermediari del Sud Italia. (s. c.)
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