Sicurezza
la polemica
Comitato antifascista: giunta lontana dalla Costituzione
CASCINA. «L’amministrazione cascinese si sta allontanando sempre di più dai propri cittadini e dalla difesa dei valori costituzionali. La sindaca Susanna Ceccardi scrive: “Per me sul corso possono...
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CASCINA. «L’amministrazione cascinese si sta allontanando sempre di più dai propri cittadini e dalla difesa dei valori costituzionali. La sindaca Susanna Ceccardi scrive: “Per me sul corso possono manifestare tutti”. E traccia poi l’elenco delle organizzazioni a cui ritiene di poter dare spazi pubblici. Al primo punto i fascisti. Il giuramento di inizio mandato sulla Costituzione impedisce questa possibilità. Le sue parole vanno contro i valori fondanti della Repubblica Italiana. E da studentessa di giurisprudenza dovrebbe esserne cosciente».
È un durissimo attacco quello che il Comitato antifascista Comasco Comaschi porta alla prima cittadina leghista di Cascina. A firmare la nota sono Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Arci, Cgil, Cisl, MdP – Articolo 1, Partito Democratico, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano, Sinistra per Cascina, Sinistra Italiana.
«In un comune come quello di Cascina il presidio di CasaPound (sabato scorso in centro, ndr) – si legge in una nota – è ed è stato visto come una vera e propria sfida alla cittadinanza. Una sfida che l’amministrazione comunale ha deciso di condividere fino in fondo, dato che sia l’assessora Sonia Avolio che il consigliere Valerio Lago sono scesi sul corso per salutare i cinque esponenti dell’organizzazione di estrema destra. I rappresentanti delle istituzioni hanno scelto di entrare in polemica coi cittadini, pur di solidarizzare con i membri di CasaPound. Una prossimità che è proseguita con le minacce di querela da parte di alcuni amministratori, che vorrebbero denunciare chi ha cantato “Bella Ciao”. Frasi imbarazzanti, che sembrano voler intimidire le reazioni a questo tipo di presidi. Parole e azioni inaccettabili dal punto di vista politico».
Per i firmatari del documento, «non è ammissibile che un primo cittadino, degli assessori e dei consiglieri comunali mostrino indulgenza o vicinanza a movimenti che prendono a modello il fascismo. Un comportamento ancor più sbagliato in un comune che tra i primi d’Italia ha pagato in termini di vittime del fascismo: dobbiamo ricordare, infatti, che nel 1922 la prima vittima del fascismo fu Comasco Comaschi, cittadino cascinese ucciso da altri cascinesi».
«Abbiamo già definito la composizione di un tavolo permanente delle forze antifasciste cascinesi, aperto a nuove adesioni – sottolinea la nota – In questo modo le forze antifasciste di Cascina hanno di fatto supplito all’assenza dell’amministrazione comunale di Cascina al Tavolo Provinciale promosso dall’Anpi e condiviso dalla quasi totalità delle amministrazioni comunali della nostra provincia. Cittadini, associazioni e partiti sono pronti a vigilare sulla tenuta democratica e sul rispetto delle leggi e dei valori costituzionali nel nostro territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
È un durissimo attacco quello che il Comitato antifascista Comasco Comaschi porta alla prima cittadina leghista di Cascina. A firmare la nota sono Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Arci, Cgil, Cisl, MdP – Articolo 1, Partito Democratico, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano, Sinistra per Cascina, Sinistra Italiana.
«In un comune come quello di Cascina il presidio di CasaPound (sabato scorso in centro, ndr) – si legge in una nota – è ed è stato visto come una vera e propria sfida alla cittadinanza. Una sfida che l’amministrazione comunale ha deciso di condividere fino in fondo, dato che sia l’assessora Sonia Avolio che il consigliere Valerio Lago sono scesi sul corso per salutare i cinque esponenti dell’organizzazione di estrema destra. I rappresentanti delle istituzioni hanno scelto di entrare in polemica coi cittadini, pur di solidarizzare con i membri di CasaPound. Una prossimità che è proseguita con le minacce di querela da parte di alcuni amministratori, che vorrebbero denunciare chi ha cantato “Bella Ciao”. Frasi imbarazzanti, che sembrano voler intimidire le reazioni a questo tipo di presidi. Parole e azioni inaccettabili dal punto di vista politico».
Per i firmatari del documento, «non è ammissibile che un primo cittadino, degli assessori e dei consiglieri comunali mostrino indulgenza o vicinanza a movimenti che prendono a modello il fascismo. Un comportamento ancor più sbagliato in un comune che tra i primi d’Italia ha pagato in termini di vittime del fascismo: dobbiamo ricordare, infatti, che nel 1922 la prima vittima del fascismo fu Comasco Comaschi, cittadino cascinese ucciso da altri cascinesi».
«Abbiamo già definito la composizione di un tavolo permanente delle forze antifasciste cascinesi, aperto a nuove adesioni – sottolinea la nota – In questo modo le forze antifasciste di Cascina hanno di fatto supplito all’assenza dell’amministrazione comunale di Cascina al Tavolo Provinciale promosso dall’Anpi e condiviso dalla quasi totalità delle amministrazioni comunali della nostra provincia. Cittadini, associazioni e partiti sono pronti a vigilare sulla tenuta democratica e sul rispetto delle leggi e dei valori costituzionali nel nostro territorio».
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