Sicurezza
Carismi, 120 dipendenti pronti a uscire dalla banca
Il 31 dicembre la maggior parte dei prepensionamenti sui 147 complessivi Attesa oggi la chiusura dell’acquisizione da parte di Crédit Agricole Cariparma
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SAN MINIATO. Un Capodanno insolito per i dipendenti della Cassa di risparmio di San Miniato. Il 31 dicembre, infatti, sarà l’ultimo giorno di lavoro per ben 120 dipendenti (saranno prepensionati) della banca, la cui acquisizione da parte dei francesi di Crédit Agricole Cariparma è attesa oggi. Ma l’uscita degli esuberi non finirà qui, perché dall’istituto di credito dovranno andarsene altri 27 lavoratori, scaglionati in due date di altrettanti anni: il 30 giugno e il 31 dicembre del 2018 e del 2019. Domani ci saranno le conciliazioni che, di fatto, sanciscono la fine della storia occupazionale di tante persone e del percorso condotto da Carismi negli ultimi anni che, numeri alla mano, non era più sostenibile.
Il “rosso” nel bilancio 2015 da 67 milioni è stato l’allarme definitivo di un’azienda ormai da salvare. E poco ha prodotto la riduzione del passivo a 47 milioni del 2016, rispetto al necessario cambio di guida. Gli esuberi, però, erano già stati inseriti nel “vecchio” piano industriale. Quasi 150 dipendenti, 147 per la precisione, da pensionare o comunque accompagnare senza traumi sociali alla fine della loro carriera lavorativa in nome della riduzione dei costi per rendere la banca più appetibile a chi l’avrebbe acquisita. Una vicenda, quella degli esuberi, che arriva da lontano, quindi. Ma che, tra pochi giorni, prenderà corpo con la prima uscita di personale.
A San Miniato e nelle tante filiali della Cassa di risparmio presenti in Toscana sarà inevitabile notare il cambiamento epocale in atto all’interno di una delle società bancarie più conosciute e che, specie per il comprensorio del Cuoio, rappresenta un sostegno importante al tessuto economico.
Ma se per ora si sta parlando di un evento atteso da mesi – l’acquisizione da parte dei francesi – quello che ancora non si conosce è il futuro di Carismi. Primo fra tutti, il mantenimento del nome. Non è detto che San Miniato compaia ancora nelle insegne degli sportelli.
In ballo restano tre possibilità: o che venga inglobata da Crédite Agricole Cariparma, oppure da Carispezia, banca che fa parte dello stesso gruppo, di cui l’istituto parmense è capogruppo per l’Italia.
Non è escluso, tuttavia, che Carismi possa diventare un vero e proprio marchio del colosso con base in Francia. Questa eventualità farebbe felici molti sanminiatesi che tengono in maniera particolare al fatto che la città della Rocca possa continuare la propria storia bancaria. Anche se con una governance diversa e, soprattutto, non più indipendente. (a. q.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il “rosso” nel bilancio 2015 da 67 milioni è stato l’allarme definitivo di un’azienda ormai da salvare. E poco ha prodotto la riduzione del passivo a 47 milioni del 2016, rispetto al necessario cambio di guida. Gli esuberi, però, erano già stati inseriti nel “vecchio” piano industriale. Quasi 150 dipendenti, 147 per la precisione, da pensionare o comunque accompagnare senza traumi sociali alla fine della loro carriera lavorativa in nome della riduzione dei costi per rendere la banca più appetibile a chi l’avrebbe acquisita. Una vicenda, quella degli esuberi, che arriva da lontano, quindi. Ma che, tra pochi giorni, prenderà corpo con la prima uscita di personale.
A San Miniato e nelle tante filiali della Cassa di risparmio presenti in Toscana sarà inevitabile notare il cambiamento epocale in atto all’interno di una delle società bancarie più conosciute e che, specie per il comprensorio del Cuoio, rappresenta un sostegno importante al tessuto economico.
Ma se per ora si sta parlando di un evento atteso da mesi – l’acquisizione da parte dei francesi – quello che ancora non si conosce è il futuro di Carismi. Primo fra tutti, il mantenimento del nome. Non è detto che San Miniato compaia ancora nelle insegne degli sportelli.
In ballo restano tre possibilità: o che venga inglobata da Crédite Agricole Cariparma, oppure da Carispezia, banca che fa parte dello stesso gruppo, di cui l’istituto parmense è capogruppo per l’Italia.
Non è escluso, tuttavia, che Carismi possa diventare un vero e proprio marchio del colosso con base in Francia. Questa eventualità farebbe felici molti sanminiatesi che tengono in maniera particolare al fatto che la città della Rocca possa continuare la propria storia bancaria. Anche se con una governance diversa e, soprattutto, non più indipendente. (a. q.)
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