La manifestazione
Riconosce e insegue il ladro che lo denuncia per minacce
È la vicenda paradossale raccontata da un commerciante derubato in passato «Dopo il furto del 2014 quell’uomo è tornato nel negozio insieme alla complice»
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PONTICELLI. «Vengono, rubano, scappano e adesso ci denunciano. C’è da non crederci». La prende a ridere, «ma solo per non arrabbiarsi» Samantha Falossi, moglie di Luca Canini e con lui a dirigere lo storico negozio di antiquariato “Antichità Canini” a Ponticelli, alla fine di un’avventura iniziata tre anni fa e conclusasi solo nei primi giorni di dicembre.
Tutto ebbe inizio un giorno del 2014: un signore di mezza età, cappello e occhiali scuri, entrò nel negozio per chiedere informazioni e dare un’occhiata ai mobili antichi. Si guardò in giro, alla fine chiese a Samantha, sola nel negozio, di dargli alcune spiegazioni su alcuni pezzi in fondo al grande capannone. «Era interessato ad alcuni mobili – ricorda la commerciante – poi ad un certo punto si mise a telefonare e io rimasi lì ad aspettare». Distrazione durata qualche minuto, utile però a una donna che, mentre i due erano all’altro capo dello stabile, scesa dalla macchina su cui era arrivata con l’uomo, entrò nel negozio e velocemente rubò una borsa e un portafogli da dietro il bancone.
«Un bottino di circa 500 euro in tutto – racconta Samantha, che per accorgersi del furto dovette aspettare la sera – L’uomo se n’era andato senza comprare niente, io finii la giornata di lavoro e solo allora mi accorsi che mancavano borsa e portafogli. Guardando a quel punto le telecamere, ci rendemmo conto di ciò che era successo. Partì una denuncia, ma finì nel nulla».
Un furto come purtroppo ce ne sono tanti al giorno d’oggi, se non fosse per la seconda puntata di questa storia: «A settembre di quest’anno, in negozio, ho visto tornare lo stesso uomo. Era lui ed era persino vestito allo stesso modo – dice Samantha – Prendendo tempo e fingendo di non averlo riconosciuto, ho chiamato mio marito mentre tenevo d’occhio il parcheggio, cercando di vedere la targa della macchina dov’era, ancora una volta, la donna che era entrata dietro il bancone tre anni prima». La situazione è degenerata quando è arrivato Canini. «A quel punto ci siamo messi a gridare a quei due che li avevamo riconosciuti», raccontano i commercianti. «Tanto che l’uomo se l’è subito filata nel parcheggio con mio marito dietro», aggiunge Samantha. Il resto è una volata in macchina per darsi alla fuga.
«Erano talmente spaventati che nella foga di rientrare in auto uno dei due ha anche colpito con lo sportello mio marito che è partito in auto per rincorrerli – continua Samantha – Sono arrivati i carabinieri e si sono messi a inseguire l’auto in fuga, facendo desistere Luca».
L’amara sorpresa, però, arriva a dicembre dopo che il mese prima i coniugi Canini sono stati chiamati a riconoscere, con buon esito, i due soggetti.
«Pensavamo di averla chiusa qui, ma poi da parte di uno di loro è arrivata una denuncia a carico di Luca: minacce. È ridicolo, dovremo difenderci davanti al giudice».
Nilo Di Modica
Tutto ebbe inizio un giorno del 2014: un signore di mezza età, cappello e occhiali scuri, entrò nel negozio per chiedere informazioni e dare un’occhiata ai mobili antichi. Si guardò in giro, alla fine chiese a Samantha, sola nel negozio, di dargli alcune spiegazioni su alcuni pezzi in fondo al grande capannone. «Era interessato ad alcuni mobili – ricorda la commerciante – poi ad un certo punto si mise a telefonare e io rimasi lì ad aspettare». Distrazione durata qualche minuto, utile però a una donna che, mentre i due erano all’altro capo dello stabile, scesa dalla macchina su cui era arrivata con l’uomo, entrò nel negozio e velocemente rubò una borsa e un portafogli da dietro il bancone.
«Un bottino di circa 500 euro in tutto – racconta Samantha, che per accorgersi del furto dovette aspettare la sera – L’uomo se n’era andato senza comprare niente, io finii la giornata di lavoro e solo allora mi accorsi che mancavano borsa e portafogli. Guardando a quel punto le telecamere, ci rendemmo conto di ciò che era successo. Partì una denuncia, ma finì nel nulla».
Un furto come purtroppo ce ne sono tanti al giorno d’oggi, se non fosse per la seconda puntata di questa storia: «A settembre di quest’anno, in negozio, ho visto tornare lo stesso uomo. Era lui ed era persino vestito allo stesso modo – dice Samantha – Prendendo tempo e fingendo di non averlo riconosciuto, ho chiamato mio marito mentre tenevo d’occhio il parcheggio, cercando di vedere la targa della macchina dov’era, ancora una volta, la donna che era entrata dietro il bancone tre anni prima». La situazione è degenerata quando è arrivato Canini. «A quel punto ci siamo messi a gridare a quei due che li avevamo riconosciuti», raccontano i commercianti. «Tanto che l’uomo se l’è subito filata nel parcheggio con mio marito dietro», aggiunge Samantha. Il resto è una volata in macchina per darsi alla fuga.
«Erano talmente spaventati che nella foga di rientrare in auto uno dei due ha anche colpito con lo sportello mio marito che è partito in auto per rincorrerli – continua Samantha – Sono arrivati i carabinieri e si sono messi a inseguire l’auto in fuga, facendo desistere Luca».
L’amara sorpresa, però, arriva a dicembre dopo che il mese prima i coniugi Canini sono stati chiamati a riconoscere, con buon esito, i due soggetti.
«Pensavamo di averla chiusa qui, ma poi da parte di uno di loro è arrivata una denuncia a carico di Luca: minacce. È ridicolo, dovremo difenderci davanti al giudice».
Nilo Di Modica
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