Sicurezza
I nonni si raccontano ai bambini
Talk show con gli ospiti della Rsa Giampieri che parlano dei tempi andati
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PONTEDERA. Metti una mattina con i nonni che si raccontano ai bambini della scuola primaria.
Un vero talk show, alla Maurizio Costanzo, con i sottofondi musicali e le canzoni del cantautore Max Menciassi, le insegnanti della scuola Pacinotti e il direttore della Rsa, Piero Iafrate, nel ruolo di presentatore.
L’entusiasmo degli alunni diventa travolgente per gli ospiti della Rsa Giampieri di Ponsacco e anche per i cronisti invitati a prendere parte all’iniziativa didattica che ha coinvolto gli alunni di una terza classe, di due prime e una seconda elementare.
Tutte le attenzioni sono per i nonni. Lina Malfatti, ricamatrice, racconta di quanto era brava a scuola e dei premi che aveva ricevuto dopo avere conseguito buoni risultati. A Gino Casalini, imbianchino, chiedono qual è la sua squadra del cuore, oppure in cosa consisteva il suo lavoro.
Domande spontanee anche alla maestra Anna Gamba e all’operaio della Piaggio Antonino Bartolotta che racconta come ha visto cambiare la Piaggio, parla dei robot in fabbrica e dei posti di lavoro che sono scomparsi in pochi anni. La dottoressa Anna Frittelli, cardiologa, ha un compito complicato, quello di spiegare come funziona il cuore e come reagisce alle emozioni. Pronta a tornare in cattedra? «Molto volentieri», annuisce.
Ogni alunno aveva la possibilità di formulare una domanda ai “diversamente giovani”, che erano seduti davanti a loro come in un vero talk show, contenti di essere al centro delle attenzioni. Il messaggio di questo progetto è semplice: non è mai troppo tardi per divertirsi, amare, giocare, cantare.
«I bambini hanno bisogno di speranze, di ottimismo e di chi possa illustrare loro che la vita è bella e ricca di sorprese», ha spiegato il direttore della Rsa, Iafrate, che tra una domanda e l’altra conta sulla collaborazione dell’animatrice della casa di riposo, Carla Signorini.
L’atmosfera è già quella del Natale. Bambini e nonni hanno realizzato con le loro mani deliziosi doni che arrivano al cuore. Li regalano con grande spontaneità. E ci ricordano che i “bambini imparano ciò che vivono”. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un vero talk show, alla Maurizio Costanzo, con i sottofondi musicali e le canzoni del cantautore Max Menciassi, le insegnanti della scuola Pacinotti e il direttore della Rsa, Piero Iafrate, nel ruolo di presentatore.
L’entusiasmo degli alunni diventa travolgente per gli ospiti della Rsa Giampieri di Ponsacco e anche per i cronisti invitati a prendere parte all’iniziativa didattica che ha coinvolto gli alunni di una terza classe, di due prime e una seconda elementare.
Tutte le attenzioni sono per i nonni. Lina Malfatti, ricamatrice, racconta di quanto era brava a scuola e dei premi che aveva ricevuto dopo avere conseguito buoni risultati. A Gino Casalini, imbianchino, chiedono qual è la sua squadra del cuore, oppure in cosa consisteva il suo lavoro.
Domande spontanee anche alla maestra Anna Gamba e all’operaio della Piaggio Antonino Bartolotta che racconta come ha visto cambiare la Piaggio, parla dei robot in fabbrica e dei posti di lavoro che sono scomparsi in pochi anni. La dottoressa Anna Frittelli, cardiologa, ha un compito complicato, quello di spiegare come funziona il cuore e come reagisce alle emozioni. Pronta a tornare in cattedra? «Molto volentieri», annuisce.
Ogni alunno aveva la possibilità di formulare una domanda ai “diversamente giovani”, che erano seduti davanti a loro come in un vero talk show, contenti di essere al centro delle attenzioni. Il messaggio di questo progetto è semplice: non è mai troppo tardi per divertirsi, amare, giocare, cantare.
«I bambini hanno bisogno di speranze, di ottimismo e di chi possa illustrare loro che la vita è bella e ricca di sorprese», ha spiegato il direttore della Rsa, Iafrate, che tra una domanda e l’altra conta sulla collaborazione dell’animatrice della casa di riposo, Carla Signorini.
L’atmosfera è già quella del Natale. Bambini e nonni hanno realizzato con le loro mani deliziosi doni che arrivano al cuore. Li regalano con grande spontaneità. E ci ricordano che i “bambini imparano ciò che vivono”. (s.c.)
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