Il dolore
Carismi, il closing è previsto domani
SAN MINIATO. È previsto domani - salvo sorprese - il closing dell’operazione che porterà Crédit Agricole Cariparma a prendere il controllo delle Casse di Risparmio di San Miniato, Rimini e Cesena....
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SAN MINIATO. È previsto domani - salvo sorprese - il closing dell’operazione che porterà Crédit Agricole Cariparma a prendere il controllo delle Casse di Risparmio di San Miniato, Rimini e Cesena. Nella sostanza si tratta di un salvataggio rispetto a cui negli ultimi giorni è arrivato il via libera della Bce. La lettera da Francoforte, secondo notizie riportate ieri dal “Messaggero”, è giunta nel fine settimana. In questo modo è possibile passare alla firma degli accordi. Il closing dovrebbe avvenire attraverso lo scambio di documenti via posta elettronica certificata: una riunione sarebbe stata troppo complessa. Sempre secondo notizie di stampa, Cariparma pagherà 130 milioni e dovrà essere perfezionato il versamento per l’acquisto dei crediti deteriorati da parte di Quaestio e del Fondo volontario.
Intanto si registra una dichiarazione del sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini. Il quale si dice preoccupato per il ruolo futuro della Fondazione Carismi la cui partecipazione azionaria nella Spa bancaria sarà assai limitata.
«Siamo molto preoccupati – confessa Gabbanini – perché penso che d’ora in poi non percepiremo più contributi. Come siamo preoccupati per le ricadute che il nuovo assetto del personale della banca potrà avere sulla città. Dobbiamo capire, inoltre, cosa accadrà dal primo gennaio all’ufficio del giudice di pace che ha sede in un immobile proprietà della banca. Come sindaci avevamo chiesto di essere informati, ma per ora non abbiamo visto nessuno».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Intanto si registra una dichiarazione del sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini. Il quale si dice preoccupato per il ruolo futuro della Fondazione Carismi la cui partecipazione azionaria nella Spa bancaria sarà assai limitata.
«Siamo molto preoccupati – confessa Gabbanini – perché penso che d’ora in poi non percepiremo più contributi. Come siamo preoccupati per le ricadute che il nuovo assetto del personale della banca potrà avere sulla città. Dobbiamo capire, inoltre, cosa accadrà dal primo gennaio all’ufficio del giudice di pace che ha sede in un immobile proprietà della banca. Come sindaci avevamo chiesto di essere informati, ma per ora non abbiamo visto nessuno».
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