Gioco
Dopo l’aggressione
Baby gang alla stazione, contestata anche la rapina
PISA. Non solo le botte. I calci e i pugni sferrati contro quei poliziotti ritenuti bersagli in divisa che cercavano di bloccarli. C’è anche il reato di rapina, oltre alle lesioni gravi e alla...
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PISA. Non solo le botte. I calci e i pugni sferrati contro quei poliziotti ritenuti bersagli in divisa che cercavano di bloccarli. C’è anche il reato di rapina, oltre alle lesioni gravi e alla resistenza e violenza a pubblico ufficiale, tra le accuse che hanno portato all’arresto di due 17enni, protagonisti sabato mattina di un’aggressione da cortocircuito indotto da alcol e droghe prima sul treno all’altezza di San Rossore e poi alla stazione di Pisa Centrale.
I due, fuggiti da una comunità di recupero di Serravalle Pistoiese, sono stati trasferiti al centro di prima accoglienza per minori a Firenze in attesa della convalida dell’arresto eseguito dalla polizia e disposto dal capo della Procura minorile, Antonio Sangermano. I due coetanei, lui studente che aveva fatto “forca” a scuola e lei ospite in fuga dalla stessa comunità, residenti a Lucca sono stati denunciati e affidati ai genitori. Il loro coinvolgimento, almeno nelle fasi violente della gazzarra, è stato ritenuto più defilato. La mattinata di ordinaria follia della gang si è conclusa con i due arresti e tre poliziotti al pronto soccorso. Uno, agente della Polfer, stamani dovrà essere operato per la frattura della parete tibiale di una gamba. Gliel’hanno spezzata con un calcio mentre l’agente con i colleghi cercava di calmare il quartetto su di giri e fuori controllo per aver fatto il pieno di alcol, cocaina, cannabis e psicofarmaci. Una miscela che ha alienato le menti dei quattro amici. Tre in cura in una comunità per tossicodipendenti e uno, che vive a Lucca, con un passato di droga, ma non al punto da dover finire in un centro per disintossicarsi.
Avevano deciso che sabato mattina avrebbero fatto bagordi. Con quale esito forse non lo avevano calcolato.
Secondo gli investigatori prima di arrivare a San Rossore e salire sul regionale Viareggio-Pisa i quattro non si erano fatti mancare droghe e alcol. Il lucchese aveva saltato le lezioni a scuola si era unito al gruppo scappato dalla comunità. È iniziato tutto con le molestie a una ragazza in un vagone. Quando la capotreno, una livornese, ha cercato di fermarli la reazione è stata un’aggressione a base di spintoni. E nell’assalto le hanno preso pure il tablet.
Di qui l’accusa di rapina che va a sommarsi ai reati contestati per quello che di lì a poco sarebbe successo al binario 12 di Pisa Centrale. Lei, la capotreno, a casa con un trauma cranico e una lieve lesione al rachide cervicale, nel frattempo aveva avvertito la Polfer dell’arrivo in stazione di quel gruppo di esagitati. E allo scalo pisano è successo il finimondo. Due poliziotti avanzavano verso i quattro e sono stati aggrediti al grido «vanno ammazzati questi italiani di m...». Sono i due 17enni che poi verranno arrestati. Uno in particolare sembrava un indemoniato.
Il cocktail di sostanze lo aveva sconvolto. Non solo hanno spezzato la gamba un agente della Polfer, ma hanno anche rifilato un pugno al volto di un collega fratturandogli il setto nasale. Quando sono arrivate le volanti della questura ne ha toccate anche un agente che ha provato a bloccare la baby gang.
La risposta è stato un calcio in testa che gli ha provocato la ferita a un orecchio. Neutralizzato e sedato, il più agitato di tutti è stato poi portato in ospedale. E solo in serata si è placato. Appena si è ripreso con l’amico è stato trasferito al centro di prima accoglienza di Firenze in attesa della convalida dell’arresto e dell’esito degli esami del sangue. Per capire cosa ha assunto, lui come gli altri, per dare sfogo a una violenza di quella portata.
Tra le possibilità c’è anche quella che il giovane abbia assunto la cosiddetta “droga del delirio”, la flaca, che causa allucinazioni e aumenta l’aggressività. Intanto l’episodio ha suscitato immediate reazioni. «Servono rinforzi per gli organici della Polfer». È la richiesta di Vito Giangreco , segretario provinciale del sindacato di polizia Siulp. Prosegue il sindacalista: «L’ennesima degenerazione comportamentale ci consente di chiedere, ancora una volta, a gran voce, interventi da parte degli organi dipartimentali volti a rinforzare gli organici della Polfer di Pisa, e di insistere nei confronti degli organi legislativi deputati a legiferare per mettere un freno alla tolleranza di condotte che non possono essere archiviate con il termine “bravate” e che richiedono percorsi idonei finalizzati a ristabilire la certezza della pena. Infine ci sia consentito, far giungere, attraverso il dirigente della Polfer e il suo vice, tutta la nostra gratitudine e solidarietà ai colleghi che hanno operato e riportato lesioni. Grazie ragazzi, il Siulp è sempre vicino a voi».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I due, fuggiti da una comunità di recupero di Serravalle Pistoiese, sono stati trasferiti al centro di prima accoglienza per minori a Firenze in attesa della convalida dell’arresto eseguito dalla polizia e disposto dal capo della Procura minorile, Antonio Sangermano. I due coetanei, lui studente che aveva fatto “forca” a scuola e lei ospite in fuga dalla stessa comunità, residenti a Lucca sono stati denunciati e affidati ai genitori. Il loro coinvolgimento, almeno nelle fasi violente della gazzarra, è stato ritenuto più defilato. La mattinata di ordinaria follia della gang si è conclusa con i due arresti e tre poliziotti al pronto soccorso. Uno, agente della Polfer, stamani dovrà essere operato per la frattura della parete tibiale di una gamba. Gliel’hanno spezzata con un calcio mentre l’agente con i colleghi cercava di calmare il quartetto su di giri e fuori controllo per aver fatto il pieno di alcol, cocaina, cannabis e psicofarmaci. Una miscela che ha alienato le menti dei quattro amici. Tre in cura in una comunità per tossicodipendenti e uno, che vive a Lucca, con un passato di droga, ma non al punto da dover finire in un centro per disintossicarsi.
Avevano deciso che sabato mattina avrebbero fatto bagordi. Con quale esito forse non lo avevano calcolato.
Secondo gli investigatori prima di arrivare a San Rossore e salire sul regionale Viareggio-Pisa i quattro non si erano fatti mancare droghe e alcol. Il lucchese aveva saltato le lezioni a scuola si era unito al gruppo scappato dalla comunità. È iniziato tutto con le molestie a una ragazza in un vagone. Quando la capotreno, una livornese, ha cercato di fermarli la reazione è stata un’aggressione a base di spintoni. E nell’assalto le hanno preso pure il tablet.
Di qui l’accusa di rapina che va a sommarsi ai reati contestati per quello che di lì a poco sarebbe successo al binario 12 di Pisa Centrale. Lei, la capotreno, a casa con un trauma cranico e una lieve lesione al rachide cervicale, nel frattempo aveva avvertito la Polfer dell’arrivo in stazione di quel gruppo di esagitati. E allo scalo pisano è successo il finimondo. Due poliziotti avanzavano verso i quattro e sono stati aggrediti al grido «vanno ammazzati questi italiani di m...». Sono i due 17enni che poi verranno arrestati. Uno in particolare sembrava un indemoniato.
Il cocktail di sostanze lo aveva sconvolto. Non solo hanno spezzato la gamba un agente della Polfer, ma hanno anche rifilato un pugno al volto di un collega fratturandogli il setto nasale. Quando sono arrivate le volanti della questura ne ha toccate anche un agente che ha provato a bloccare la baby gang.
La risposta è stato un calcio in testa che gli ha provocato la ferita a un orecchio. Neutralizzato e sedato, il più agitato di tutti è stato poi portato in ospedale. E solo in serata si è placato. Appena si è ripreso con l’amico è stato trasferito al centro di prima accoglienza di Firenze in attesa della convalida dell’arresto e dell’esito degli esami del sangue. Per capire cosa ha assunto, lui come gli altri, per dare sfogo a una violenza di quella portata.
Tra le possibilità c’è anche quella che il giovane abbia assunto la cosiddetta “droga del delirio”, la flaca, che causa allucinazioni e aumenta l’aggressività. Intanto l’episodio ha suscitato immediate reazioni. «Servono rinforzi per gli organici della Polfer». È la richiesta di Vito Giangreco , segretario provinciale del sindacato di polizia Siulp. Prosegue il sindacalista: «L’ennesima degenerazione comportamentale ci consente di chiedere, ancora una volta, a gran voce, interventi da parte degli organi dipartimentali volti a rinforzare gli organici della Polfer di Pisa, e di insistere nei confronti degli organi legislativi deputati a legiferare per mettere un freno alla tolleranza di condotte che non possono essere archiviate con il termine “bravate” e che richiedono percorsi idonei finalizzati a ristabilire la certezza della pena. Infine ci sia consentito, far giungere, attraverso il dirigente della Polfer e il suo vice, tutta la nostra gratitudine e solidarietà ai colleghi che hanno operato e riportato lesioni. Grazie ragazzi, il Siulp è sempre vicino a voi».
Pietro Barghigiani
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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