Sicurezza
Inseguito e picchiato dai bulli Sedicenne finisce in ospedale
Uno studente si è rifugiato in un negozio tenendosi la mano in una posizione innaturale e zoppicando Salvato dalla commerciante che ha fatto scattare i soccorsi: «Tremava come una foglia e piangeva»
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PISA. Dalla stazione centrale lo hanno inseguito fino in piazza Giusti. Poi, davanti ai cassonetti dei rifiuti, lo hanno pestato. In quattro contro uno. Inquietante episodio di bullismo martedì sera a Pisa, alle 18, fra via Corridoni e la passerella che la collega ai quartieri di San Marco e San Giusto. La vittima – un sedicenne della provincia di Pisa che frequenta una scuola della città – è stato soccorso da un’ambulanza. I bulli, due sarebbero suoi conoscenti, durante l’agguato gli hanno schiacciato una mano sull’asfalto e fatto male al ginocchio destro. Tanto che il ragazzino, in fuga dagli aggressori, si è rifugiato in un negozio di ottica (di nome Novottica) al civico 2 di via dell’Aeroporto, accanto al bar Elisir e a pochi passi dai giardinetti.
La titolare, Adriana Matranga, è stata la prima ad aiutarlo. E anche lei – in quel momento da sola, visto che il marito era andato via da un quarto d’ora – si è spaventata moltissimo. «Quando è entrato aveva paura e piangeva – dice la commerciante, incredula come alcuni suoi clienti che stanno ascoltando il racconto – Si reggeva la mano in una posizione innaturale e zoppicava. Forse lo avevano appena picchiato, ma non ho visto gli aggressori. In piazza non c’era più nessuno». Due dei bulli – secondo quanto ha raccontato l’adolescente ad alcune persone – sarebbero suoi compagni di scuola. Gli altri, invece, avrebbe detto di non conoscerli. Non è escluso che in passato fra i tre vi fossero stati altri problemi. Ma la causa del pestaggio non è nota. «Ha lasciato lo zaino fuori – racconta Matranga – Si tirava su gli occhiali bagnati dalle lacrime. Gli ho detto di mettersi a sedere. Doveva calmarsi».
Di lì a poco è partita la telefonata alla polizia e alla centrale del 118. Subito è arrivata un’ambulanza, oltre a poliziao e carabinieri. In molti si sono fermati per capire cosa fosse successo. Incoraggiando il ragazzo, ancora spaventato, a raccontare tutto alle forze dell’ordine. «L’ho incoraggiato a dire la verità, perché era molto timoroso – racconta la negoziante – invece non bisogna avere paura. Noi di lui non sapevamo nulla: non ci ha detto il suo nome, non aveva documenti, né un cellulare».
Del fatto si stanno occupando gli agenti della questura di Pisa. Sull’indagine, al momento, c’è il più assoluto riserbo. Anche per la giovane età del ragazzo.
«I volontari del 118 gli hanno steccato la mano ferita – prosegue Matranga – Si toccava anche il ginocchio dolorante». Secondo una prima ricostruzione l’aggressione non sarebbe stata compiuta per mettere a segno una rapina, anche perché il ragazzino aveva lo zaino sempre con sé.
Si tratta, con ogni probabilità, di un episodio di bullismo. È su questa pista che si stanno muovendo i poliziotti pisani, che stanno cercando di far luce su un episodio che per ore ha scioccato i quartieri di San Giusto e San Marco.
Stefano Taglione
La titolare, Adriana Matranga, è stata la prima ad aiutarlo. E anche lei – in quel momento da sola, visto che il marito era andato via da un quarto d’ora – si è spaventata moltissimo. «Quando è entrato aveva paura e piangeva – dice la commerciante, incredula come alcuni suoi clienti che stanno ascoltando il racconto – Si reggeva la mano in una posizione innaturale e zoppicava. Forse lo avevano appena picchiato, ma non ho visto gli aggressori. In piazza non c’era più nessuno». Due dei bulli – secondo quanto ha raccontato l’adolescente ad alcune persone – sarebbero suoi compagni di scuola. Gli altri, invece, avrebbe detto di non conoscerli. Non è escluso che in passato fra i tre vi fossero stati altri problemi. Ma la causa del pestaggio non è nota. «Ha lasciato lo zaino fuori – racconta Matranga – Si tirava su gli occhiali bagnati dalle lacrime. Gli ho detto di mettersi a sedere. Doveva calmarsi».
Di lì a poco è partita la telefonata alla polizia e alla centrale del 118. Subito è arrivata un’ambulanza, oltre a poliziao e carabinieri. In molti si sono fermati per capire cosa fosse successo. Incoraggiando il ragazzo, ancora spaventato, a raccontare tutto alle forze dell’ordine. «L’ho incoraggiato a dire la verità, perché era molto timoroso – racconta la negoziante – invece non bisogna avere paura. Noi di lui non sapevamo nulla: non ci ha detto il suo nome, non aveva documenti, né un cellulare».
Del fatto si stanno occupando gli agenti della questura di Pisa. Sull’indagine, al momento, c’è il più assoluto riserbo. Anche per la giovane età del ragazzo.
«I volontari del 118 gli hanno steccato la mano ferita – prosegue Matranga – Si toccava anche il ginocchio dolorante». Secondo una prima ricostruzione l’aggressione non sarebbe stata compiuta per mettere a segno una rapina, anche perché il ragazzino aveva lo zaino sempre con sé.
Si tratta, con ogni probabilità, di un episodio di bullismo. È su questa pista che si stanno muovendo i poliziotti pisani, che stanno cercando di far luce su un episodio che per ore ha scioccato i quartieri di San Giusto e San Marco.
Stefano Taglione
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