Il dolore
Pisa e provincia crocevia del traffico di droga
Nove arresti della Guardia di finanza che ha sequestrato ottanta chilogrammi di stupefacenti
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PISA. Si ritrovavano a Pisa e in provincia, provenienti da Lucca e Livorno, per lo scambio dei carichi di droga. In zona c’erano gli acquirenti.
Ora la Guardia di finanza di Venezia e il nucleo di polizia tributaria di Pisa, guidato dal tenente colonnello Giuseppe Dell’Anna hanno smantellato una vasta organizzazione internazionale dedita al traffico di droga. Sequestrati 80 kg di stupefacenti. Sono state eseguite 12 misure cautelari disposte dalla Dda di Venezia a carico di persone responsabili di un vasto traffico di droga tra l’Albania, la Macedonia e numerose province del nord Italia.
L’ordinanza ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 albanesi, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità.
Per altri tre soggetti – due albanesi e un italiano – sono invece scattati un divieto di dimora e due obblighi di residenza.
Sono state, inoltre, eseguite dieci perquisizioni domiciliari nelle provincie di Venezia, Milano, Bolzano e Monza-Brianza.
L’indagine stata sviluppata anche grazie al coordinamento informativo e operativo tra organismi investigativi e giudiziari nazionali, albanesi e macedoni.
I componenti stranieri dell’associazione smerciavano ingenti quantitativi di eroina in Italia, finanziati con lo smercio di quantità pi piccole di cocaina.
L’organizzazione aveva creato una rete di distribuzione in Toscana, Lombardia, Liguria, Puglia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, e aveva scelto un casale nella campagna veneta – sottoposto a costante vigilanza armata dai membri dell’organizzazione – come base operativa per la preparazione dello stupefacente.
I componenti stranieri dell’associazione, provenienti dalla città albanese di elbasan, smerciavano ingenti quantitativi di eroina in Italia e anche a Pisa, finanziati con lo smercio di quantità più piccole di cocaina.
La droga giungeva dall’estero a bordo di auto munite di ingegnosi doppifondi e corredate da sistemi di radiolocalizzazione, in grado di monitorare in maniera puntuale i movimenti dei mezzi. Alla guida persone insospettabili e in precarie condizioni economiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Ora la Guardia di finanza di Venezia e il nucleo di polizia tributaria di Pisa, guidato dal tenente colonnello Giuseppe Dell’Anna hanno smantellato una vasta organizzazione internazionale dedita al traffico di droga. Sequestrati 80 kg di stupefacenti. Sono state eseguite 12 misure cautelari disposte dalla Dda di Venezia a carico di persone responsabili di un vasto traffico di droga tra l’Albania, la Macedonia e numerose province del nord Italia.
L’ordinanza ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 albanesi, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante della transnazionalità.
Per altri tre soggetti – due albanesi e un italiano – sono invece scattati un divieto di dimora e due obblighi di residenza.
Sono state, inoltre, eseguite dieci perquisizioni domiciliari nelle provincie di Venezia, Milano, Bolzano e Monza-Brianza.
L’indagine stata sviluppata anche grazie al coordinamento informativo e operativo tra organismi investigativi e giudiziari nazionali, albanesi e macedoni.
I componenti stranieri dell’associazione smerciavano ingenti quantitativi di eroina in Italia, finanziati con lo smercio di quantità pi piccole di cocaina.
L’organizzazione aveva creato una rete di distribuzione in Toscana, Lombardia, Liguria, Puglia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, e aveva scelto un casale nella campagna veneta – sottoposto a costante vigilanza armata dai membri dell’organizzazione – come base operativa per la preparazione dello stupefacente.
I componenti stranieri dell’associazione, provenienti dalla città albanese di elbasan, smerciavano ingenti quantitativi di eroina in Italia e anche a Pisa, finanziati con lo smercio di quantità più piccole di cocaina.
La droga giungeva dall’estero a bordo di auto munite di ingegnosi doppifondi e corredate da sistemi di radiolocalizzazione, in grado di monitorare in maniera puntuale i movimenti dei mezzi. Alla guida persone insospettabili e in precarie condizioni economiche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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