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“L’Avaro”, al Teatro Shalom l'opera di Molière
EMPOLI. In scena “L’avaro” oggi alle 17.15 al Teatro Shalom, via Busoni 24/26 a Empoli. L'Arca Azzurra Teatro mette in scena l'opera di Molière, adattamento e regia di Ugo Chiti. Con Andrea Costagli,...
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EMPOLI. In scena “L’avaro” oggi alle 17.15 al Teatro Shalom, via Busoni 24/26 a Empoli. L'Arca Azzurra Teatro mette in scena l'opera di Molière, adattamento e regia di Ugo Chiti. Con Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Paolo Ciotti, Gabriele Giaffreda, Elisa Proietti.
Dopo il successo del "Malato immaginario" - votato dal pubblico dei teatri toscani come il migliore spettacolo della stagione 2014/15 - l'Arca Azzurra sceglie ancora una volta Molière, ancora una volta nell'adattamento di Ugo Chiti e, nella parte di protagonista Arpagone, la grande cifra attoriale di Alessandro Benvenuti. Arpagone, classica figura del vecchio taccagno incallito protagonista della commedia, usa tutto e tutti, figli compresi, per accumulare e moltiplicare il suo denaro.
Avremo dunque progetti di matrimonio (mai combinati), equivoci a non finire, amori segreti, prestiti al limite dello strozzinaggio, un furto clamoroso di ben diecimila ducati d'oro e un lieto fine dove amori e denati troveranno i rispettivi, più giusti, destinatari.
Se la storia critica dell'Avaro vede commenti divisi tra coloro che considerano la commedia un'opera comico-farsesca con un buffone al centro della vicenda e quelli che vi leggono una componente serie che con Arpagone sfiore quasi il tragico, l'adattamento di questa messinscena guarda l'Avaro occhieggiando a Balzac senza dimenticare la commedia dell'arte, intrecciandone ulteriormente le trame in una affettuosa allisione a Marivaux.
Dopo il successo del "Malato immaginario" - votato dal pubblico dei teatri toscani come il migliore spettacolo della stagione 2014/15 - l'Arca Azzurra sceglie ancora una volta Molière, ancora una volta nell'adattamento di Ugo Chiti e, nella parte di protagonista Arpagone, la grande cifra attoriale di Alessandro Benvenuti. Arpagone, classica figura del vecchio taccagno incallito protagonista della commedia, usa tutto e tutti, figli compresi, per accumulare e moltiplicare il suo denaro.
Avremo dunque progetti di matrimonio (mai combinati), equivoci a non finire, amori segreti, prestiti al limite dello strozzinaggio, un furto clamoroso di ben diecimila ducati d'oro e un lieto fine dove amori e denati troveranno i rispettivi, più giusti, destinatari.
Se la storia critica dell'Avaro vede commenti divisi tra coloro che considerano la commedia un'opera comico-farsesca con un buffone al centro della vicenda e quelli che vi leggono una componente serie che con Arpagone sfiore quasi il tragico, l'adattamento di questa messinscena guarda l'Avaro occhieggiando a Balzac senza dimenticare la commedia dell'arte, intrecciandone ulteriormente le trame in una affettuosa allisione a Marivaux.
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