Il Tirreno

Pontedera

Arrestato attivista No Tav in trasferta in Val di Susa

di Pietro Barghigiani
Arrestato attivista No Tav in trasferta in Val di Susa

L’accusa: travisato ha assaltato cantiere e polizia usando petardi e razzi Corteo per chiedere la liberazione dell’operaio. Breve stop del People Mover

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PISA. Era partito da Pisa per partecipare in Val di Susa alla tradizionale “passeggiata” No Tav dell’8 dicembre, anniversario degli scontri del 2005. Dalla sera del giorno dell’Immacolata si trova, con due amici, in stato di arresto.

Cesare Cerulli, 25 anni, residenza a Pisa e lavoro in un’azienda dell’indotto Piaggio a Pontedera, è accusato di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento, possesso ed esplosione di ordigni e materiali esplodenti. Lo scenario è quello della Val di Susa in Piemonte, nei pressi del cantiere del treno d’alta velocità di Chiomonte. Frontiera calda che da tempo, però, non forniva cronache di scontri. Venerdì l’aggiornamento sul tema.

L’operaio, attivista conosciuto per le sue battaglie che spaziano dal diritto alla casa alla lotta contro la precarietà, è un antagonista che ha nel centro sociale Newroz di via Garibaldi il suo epicentro identitario.

Le accuse. È in programma domani la convalida davanti al giudice dei tre arrestati, oltre a Cerulli anche due giovani del centro sociale torinese Askatasuna.

Secondo l’accusa i tre, vestiti di scuro e travisati, sono stati sorpresi nei boschi venerdì sera nei paraggi del cantiere di Chiomonte. Si erano staccati con altri dal blocco di circa duecento manifestanti arrivati in zona per ricordare i primi scontri con le forze dell’ordine sulla linea ad alta velocità Torino-Lione.

I fuochi pirotecnici si sono trasformati in capi d’accusa con la polizia pronta a rispondere con un lancio di lacrimogeni, per allontanare decine di contestatori. A scatenare il lancio di razzi è stata la collocazione di un cancello di ferro per sbarrare l’avvicinamento della massa. Qualcuno ha cercato di forzarlo con un flessibile elettrico. Per un paio d’ore le parti si sono fronteggiate in una sorta di anticipazione dei fuochi di Capodanno. Stando alla Digos torinese i tre sono stati trovati in possesso di due tubi per il lancio di razzi pirotecnici - uno degli strumenti in uso da tempo da parte dei No Tav nelle battaglie contro il cantiere - e di una borsa piena di razzi. Di qui l’arresto sulla cui convalida domani si pronunciare un giudice.

La difesa. Un primo presidio è stato organizzato ieri mattina davanti al Comune con bandiere No Tav e lo striscione “Cesare libero”. Intorno alle quattro del pomeriggio altro ritrovo, in piazza Garibaldi, per un corteo che è arrivato fino al People Mover passando per Corso Italia e piazza Vittorio Emanuele. Per qualche minuto i manifestanti si sono schierati sul binario che collega stazione-aeroporto impedendo la partenza della navetta. Poi dopo le 18 il gruppo tenuto d’occhio dalla Digos pisana si è sciolto.

Le testimonianze. «Cesare era in Val di Susa perché è uno che combatte contro i sorprusi – spiega Simone Sisti, uno dei promotori delle manifestazioni a sostegno della liberazione di Cerulli –. Fino a che non tornerà libero faremo iniziative. La Tav non è un’opera di progresso. È un’opera inutile. Cesare combatte tutte le battaglie che riguardano le condizioni di vita di chi non ha privilegi».

Cerulli ha avuto modo di farsi notare anche nella ditta in cui lavora, la Sole, indotto Piaggio a Pontedera. Per settimane ha lottato per la stabilizzazione dei precari, lui era tra questi, conquistando alla fine posti a tempo indeterminato. Stop all’interinale, sì a un contratto che dà garanzie.

«È sempre stato attivissimo per i diritti in fabbrica» testimonia un collega, Alessandro Angelucci. Ora il fronte No Tav. Lo stesso che nel luglio 2013 vide tra i denunciati Marta Camposano, pisana, ieri in piazza per Cesare. Nel 2014 fu assolta da ogni accusa. «Nel corso del fermo fui anche molestata dai poliziotti – spero che a Cesare non tocchi quello che successe a me».

Lo aspetta a Pisa la compagna, Alice.

«Lui è un ragazzo generose che crede nelle cose che fa, pensa davvero di cambiare il mondo - è la descrizione della fidanzata –. Non è certo un violento, uno che va solo per fare confusione. È un protagonista di lotte, anche in città, sempre per i diritti degli altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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