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Tornano davanti al Gip le due avvocatesse

Tornano davanti al Gip le due avvocatesse

Il fatto per cui sono state indagate risale al 2012, parti offese due imprenditori Il pubblico ministero ha preso tempo per riformulare il capo di imputazione

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SANTA CROCE. Tornano davanti al giudice dell’udienza preliminare due avvocatesse della provincia di Pisa, Monica Calò e Barbara Lemmi, di Santa Croce sull’Arno, anche se il fatto per cui sono state indagate risale al 2012 e in questi anni la parte offesa, due imprenditori, padre e figlio, che le hanno denunciato per il reato di falso in autentica, non sono riusciti ancora a vedere riconosciuto quello che ritengono un loro legittimo diritto.

L’udienza preliminare per decidere se andranno o no a giudizio era già fissata nei mesi scorsi, era saltata in quanto il pubblico ministero aveva chiesto un rinvio per riformulare il capo di imputazione iniziale che era quello del reato di falso in atto pubblico. Ci sarebbero gli estremi per ravvisare il falso ideologico in certificati, commesso da persona esercente un servizio di pubblica necessità: il pm ha preso tempo per riformulare il capo di imputazione e le due avvocatesse torneranno davanti al Gip domani, 6 dicembre, salvo ulteriori imprevisti. I due imprenditori del settore conciario, che vantavano un credito nei confronti di un’azienda locale, si erano rivolti a una delle due professioniste che ha uno studio legale associato a Santa Croce sull’Arno.

La causa, come hanno confermato gli imprenditori che chiedono giustizia, non era andata a buon fine e quando i clienti avevano ritirato le carte processuali per poi cambiare difensore e presentare ricorso in appello si erano accorti che agli atti c’era un mandato speciale, cioè una procura a rappresentarli, che i due non avevano mai firmato ma con la quale davano mandato a rappresentarli anche all’avvocatessa, sempre dello stesso studio professionale. Le due sono difese da Anna Francini di Pisa.

Ovviamente padre e figlio – ora parti civili, rappresentate dall’avvocato Michele Cieri di Firenze – avevano chiesto un chiarimento alle due avvocatesse, ma non avevano ricevuto una risposta che li aveva in qualche modo soddisfatti. Nel frattempo è emerso che le due professioniste sono state denunciate anche da un collega di Pisa per una vicenda molto simile, che ha a che fare con deleghe e atti firmati dalle due a nome dell’avvocato inconsapevole di quello che le colleghe stavano facendo alle sue spalle. La storia è anche stata segnalata al consiglio dell’ordine degli avvocati.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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