La manifestazione
LEGGEREZZA E SPLENDORE CON SANTERAMO
di GIULIA TRAVERSI
Leonardo, l’opera nascosta” è un lavoro ispirato alla vita di Leonardo Da Vinci di e con Michele Santeramo. I suoi spettacoli sono “spunti per una riflessione”, egli è un maestro del pensiero, autore...
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Leonardo, l’opera nascosta” è un lavoro ispirato alla vita di Leonardo Da Vinci di e con Michele Santeramo. I suoi spettacoli sono “spunti per una riflessione”, egli è un maestro del pensiero, autore di un teatro filosofico che ci accompagna maieuticamente in un racconto nel quale si mescolano verità e finzione. Santeramo è solo in scena, i gesti e i movimenti sono timidi, eleganti, davanti a lui un piccolo tavolo ed il copione. Alle sue spalle i personaggi delle bellissime illustrazioni di Cristina Gardumi tra cui compaiono un duca e un medico (allegorie del potere e della medicina) e il Cristo (la religione) con il quale Leonardo si interroga sulla vita oltre la morte: “Senti Gesù, tu mi sembra che ti arrampichi sugli specchi”. Le scene tra Leonardo e la Gioconda (arte e amore) ricordano Dorian Gray di O. Wilde, ma all’opposto della dannazione e dell’edonismo, l’invecchiamento si trasforma in amore.
L’autore cerca di scoprire la segretezza di uno dei misteri più belli dell’esistenza: l’amore e l’amare nel tempo, il tempo, un titano che ci divora soltanto se iniziamo a contarlo. La forma dialogica svela una scrittura filosofica che diviene drammaturgia originale e potente. Tra le immagini compare l’uomo vitruviano, forme del corpo che incarnano la perfezione. Leonardo, dopo aver creato così tanto splendore, vuole correggere e sconfiggere qualcosa che appartiene all’uomo, la morte, facendola diventare non un fatto, ma una possibilità (Heidegger, l’essere per la morte). Inventa un luogo/paesaggio in cui il pensiero di diventare immortali, rende morti i vivi. Gli abitanti di questo spazio sospeso sono undead obbligati a non provare più sentimenti e quindi niente più calore, amore, niente più sesso, niente. Ma questo non funziona. La Monnalisa diventa così il simbolo, l’oggetto ed il soggetto che rappresenta l’immortalità. L’unica possibilità per l’umanità sembra vivere l’oggi, l’adesso che “non è vivere, ma è sentirsi vivi”, smettere di pensare al “domani”. Il teatro di Santeramo possiede qualcosa di antico perché è catartico e purificatore.
L’autore cerca di scoprire la segretezza di uno dei misteri più belli dell’esistenza: l’amore e l’amare nel tempo, il tempo, un titano che ci divora soltanto se iniziamo a contarlo. La forma dialogica svela una scrittura filosofica che diviene drammaturgia originale e potente. Tra le immagini compare l’uomo vitruviano, forme del corpo che incarnano la perfezione. Leonardo, dopo aver creato così tanto splendore, vuole correggere e sconfiggere qualcosa che appartiene all’uomo, la morte, facendola diventare non un fatto, ma una possibilità (Heidegger, l’essere per la morte). Inventa un luogo/paesaggio in cui il pensiero di diventare immortali, rende morti i vivi. Gli abitanti di questo spazio sospeso sono undead obbligati a non provare più sentimenti e quindi niente più calore, amore, niente più sesso, niente. Ma questo non funziona. La Monnalisa diventa così il simbolo, l’oggetto ed il soggetto che rappresenta l’immortalità. L’unica possibilità per l’umanità sembra vivere l’oggi, l’adesso che “non è vivere, ma è sentirsi vivi”, smettere di pensare al “domani”. Il teatro di Santeramo possiede qualcosa di antico perché è catartico e purificatore.
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