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Sciopero revocato alla ditta Acorn

Sciopero revocato alla ditta Acorn

L’Ugl: «L’azienda ha riconosciuto di aver sbagliato» Il caso del dipendente licenziato sarà discusso venerdì

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CASCINA. Revocato lo sciopero alla Acorn Montascale. Da lunedì, dopo una settimana di astensione dal lavoro, i 18 tecnici addetti all’installazione degli impianti utilizzati da anziani e disabili, torneranno regolarmente a prestare la loro opera per la divisione italiana della multinazionale con sede in Inghilterra. Ieri l’annuncio da parte di Giorgio Simoncini dell’Ugl che ha condotto la trattativa con l’azienda.

«La dirigenza ha riconosciuto gli errori di comunicazione e di programmazione nei confronti dei dipendenti. E questi sono elementi che ci hanno portato a revocare lo sciopero». Una protesta che era nata dal licenziamento per motivi disciplinari di un dipendente, il suo reintegro sarà discusso separatamente il 15 gennaio in un nuovo incontro tra le parti per proseguire il confronto.

Torna, quindi, il sereno in un’azienda che aveva rispedito al mittente le accuse mosse dal sindacato e dal personale in sciopero. Accuse di imporre soggiorni a pochi chilometri da casa durante lo svolgimento di lavori o di cattiva programmazione. Tra le accuse dei dipendenti addetti all’installazione dei montascale anche la riduzione di stipendi registrata nell’ultimo periodo a causa di frequenti contestazioni sulla documentazione da fornire, da parte dei dipendenti, sui lavori effettuati.

Ieri, però, sembra sia arrivata la svolta, dopo che la trattativa era cominciata il giorno precedente in un clima poco amichevole. L’Ugl, infatti, aveva denunciato la sostituzione delle persone in sciopero con lavoratori stranieri. Acorn, su questo aspetto, non aveva risposto alle ripetute richieste di chiarimento da parte del nostro giornale. Simoncini aveva inviato un comunicato in cui chiedeva all’Ispettorato nazionale del lavoro della sede di Pisa di verificare «la regolarità della procedura e se la documentazione prodotta è rispettosa della normativa che regola la materia».

In attesa di sviluppi in questo senso, le parti sembrano aver trovato un percorso per dialogare e provare a trovare una soluzione in un contesto che i lavoratori in sciopero hanno descritto come «caotico, dopo che la multinazionale, nel mese di novembre del 2016, ha creato la divisione italiana con sede a Navacchio».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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