In bici dalle frazioni al centro della città
Il Comune ha presentato il piano della mobilità ciclabile
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PONTEDERA. Trentasette chilometri di piste ciclabili. Un reticolo di strade speciali per gli amanti della bicicletta che, dalle frazioni, conducono verso Pontedera. È il sogno cullato dall’attuale amministrazione del sindaco Simone Millozzi che, grazie al lavoro dell’assessore ai lavori pubblici, Matteo Franconi, ora ha un piano comunale per la mobilità ciclabile. Quello che manca è il denaro per realizzare questo progetto. Ma l’idea è che arrivi tramite bando.
«Intanto abbiamo lo strumento che ci permette di avere i tracciati – spiega Franconi – È chiaro che il finanziamento potrà arrivare attraverso opportunità fornite dalla Comunità europea o dalla Regione. Ma aver fatto questo piano ci consente di farci trovare pronti per cogliere le opportunità che si presenteranno».
Dodici le ciclopiste individuate con i percorsi che, al momento, presentano solo pochi tratti già realizzati. I restanti sono stati inseriti nel piano. Uno di questi percorsi parte da Pardossi e arriva al cuore di Pontedera, passando da Fornacette, a fianco della Tosco Romagnola per proseguire in via Pisana e via Primo Maggio per una lunghezza di 5,6 chilometri di cui 2,3 esistenti e 3,3 da costruire, compreso il chilometro e novecento metri nel territorio di Calcinaia. Poi c’è quella nella parte Est del comune di Pontedera con 3,4 chilometri già esistenti che collegano La Rotta a viale Italia e da lì a corso Matteotti. Da realizzare 1,9 chilometri con la pista ciclabile che, anche in questo caso, correrebbe a fianco della Tosco Romagnola.
La Borra, poi, ha già un tracciato privilegiato, quello che sfocia al centro sportivo Bellaria Cappuccini. Circa 2,3 chilometri a cui si dovrà aggiunge 1,3 chilometri per far passare la ciclopedonale anche da via Valdera Sud, sfruttando la strada in mezzo agli ulivi così suggestiva. Nel piano del Comune anche “la pista dei viali”, ancora tutta da costruire, che da via XXIV Maggio porta a viale Rinaldo Piaggio e viale IV Novembre, passando, appunto, dallo scalo ferroviario. E poi c’è quella Ponte alla Navetta- piazza del Mercato: quasi due chilometri di cui novecento metri già esistenti, settecento in costruzione e trecento da realizzare.
Una di quelle più lunghe va da Montecastello in centro (6,2 km) e che prevede quattro chilometri di passaggio in strade a minore o basso traffico, elemento simile al percorso dai Fabbri al centro, passando per il Romito. Sette chilometri di cui ne esiste solo uno già pronto e il resto è da costruire.
Quello che emerge dal piano è un labirinto di strade ciclabili tutte collegate con Pontedera. Ci sarà quella da Santa Lucia, attesa da anni dai residenti, addirittura la pista da Gello di Lavaiano che passa da viale Europa, dal Pip 3, che costeggerà viale Africa e da Lavaiano, attraverso la zona industriale di Gello e dal centro di Treggiaia che transiterà da Val di Cava, ma di cui attualmente, non esiste nessun chilometro già realizzato.
E infine la ciclopista della ex ferrovia Lucca-Pontedera che parte da Oltrarno, nel comune di Calcinaia, passando proprio dal vecchio tracciato da cui passavano i convogli, per raggiungere il centro di Pontedera.
Un sogno della giunta Millozzi, per adesso, ma basato su un atto ufficiale che attende solo di diventare realtà.
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
«Intanto abbiamo lo strumento che ci permette di avere i tracciati – spiega Franconi – È chiaro che il finanziamento potrà arrivare attraverso opportunità fornite dalla Comunità europea o dalla Regione. Ma aver fatto questo piano ci consente di farci trovare pronti per cogliere le opportunità che si presenteranno».
Dodici le ciclopiste individuate con i percorsi che, al momento, presentano solo pochi tratti già realizzati. I restanti sono stati inseriti nel piano. Uno di questi percorsi parte da Pardossi e arriva al cuore di Pontedera, passando da Fornacette, a fianco della Tosco Romagnola per proseguire in via Pisana e via Primo Maggio per una lunghezza di 5,6 chilometri di cui 2,3 esistenti e 3,3 da costruire, compreso il chilometro e novecento metri nel territorio di Calcinaia. Poi c’è quella nella parte Est del comune di Pontedera con 3,4 chilometri già esistenti che collegano La Rotta a viale Italia e da lì a corso Matteotti. Da realizzare 1,9 chilometri con la pista ciclabile che, anche in questo caso, correrebbe a fianco della Tosco Romagnola.
La Borra, poi, ha già un tracciato privilegiato, quello che sfocia al centro sportivo Bellaria Cappuccini. Circa 2,3 chilometri a cui si dovrà aggiunge 1,3 chilometri per far passare la ciclopedonale anche da via Valdera Sud, sfruttando la strada in mezzo agli ulivi così suggestiva. Nel piano del Comune anche “la pista dei viali”, ancora tutta da costruire, che da via XXIV Maggio porta a viale Rinaldo Piaggio e viale IV Novembre, passando, appunto, dallo scalo ferroviario. E poi c’è quella Ponte alla Navetta- piazza del Mercato: quasi due chilometri di cui novecento metri già esistenti, settecento in costruzione e trecento da realizzare.
Una di quelle più lunghe va da Montecastello in centro (6,2 km) e che prevede quattro chilometri di passaggio in strade a minore o basso traffico, elemento simile al percorso dai Fabbri al centro, passando per il Romito. Sette chilometri di cui ne esiste solo uno già pronto e il resto è da costruire.
Quello che emerge dal piano è un labirinto di strade ciclabili tutte collegate con Pontedera. Ci sarà quella da Santa Lucia, attesa da anni dai residenti, addirittura la pista da Gello di Lavaiano che passa da viale Europa, dal Pip 3, che costeggerà viale Africa e da Lavaiano, attraverso la zona industriale di Gello e dal centro di Treggiaia che transiterà da Val di Cava, ma di cui attualmente, non esiste nessun chilometro già realizzato.
E infine la ciclopista della ex ferrovia Lucca-Pontedera che parte da Oltrarno, nel comune di Calcinaia, passando proprio dal vecchio tracciato da cui passavano i convogli, per raggiungere il centro di Pontedera.
Un sogno della giunta Millozzi, per adesso, ma basato su un atto ufficiale che attende solo di diventare realtà.
Andreas Quirici
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