La manifestazione
la polemica
«Impianti che consumano troppo»
Illuminazione: Baldereschi (Ilios) contesta le scelte del Comune
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PONTEDERA. Lampade a led per l’illuminazione pubblica per il risparmio e una migliore resa del servizio. Sono queste le prerogative che stanno spingendo molte amministrazioni comunali a intraprendere la strada della sostituzione degli impianti tradizionali. Tra queste, naturalmente, anche Pontedera che ha portato a termine un’operazione rilevante negli ultimi mesi. Ma Walter Baldereschi, della Ilios, contesta le scelte del Comune.
La sua azienda è attiva proprio nel settore degli impianti a led. La polemica ha origine dalle ultime uscite pubbliche dei commercianti che chiedono maggiore illuminazione in vari punti della città.
«Oggi i commercianti chiedono più luce per maggiore sicurezza e questo li rende vulnerabili a un giochetto – dice Baldereschi – Se volete di più, sarete disposti a sborsare qualcosa in più. E questo apre le porte a prodotti che valgono più sul piano della pubblicità rispetto alla qualità. Così si vedono installati dispositivi che consumano molto, che non costano poco e che andranno in crisi molto presto. Nell’interesse di chi? Dei cittadini non sembra, dell’amministrazione neppure, delle aziende locali neanche, visto che si tratta sempre di articoli rigorosamente cinesi. Un sistema che non tiene conto neppure della ricerca europea». Secondo Baldereschi, «è giusto chiedere che si intervenga con il miglioramento dell’illuminazione, ma bisognerebbe chiedere anche che ciò venga fatto nel migliore dei modi e nell’interesse della comunità, oltre che nel rispetto di logiche di tipo etico e di opportunità presenti sul territorio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
La sua azienda è attiva proprio nel settore degli impianti a led. La polemica ha origine dalle ultime uscite pubbliche dei commercianti che chiedono maggiore illuminazione in vari punti della città.
«Oggi i commercianti chiedono più luce per maggiore sicurezza e questo li rende vulnerabili a un giochetto – dice Baldereschi – Se volete di più, sarete disposti a sborsare qualcosa in più. E questo apre le porte a prodotti che valgono più sul piano della pubblicità rispetto alla qualità. Così si vedono installati dispositivi che consumano molto, che non costano poco e che andranno in crisi molto presto. Nell’interesse di chi? Dei cittadini non sembra, dell’amministrazione neppure, delle aziende locali neanche, visto che si tratta sempre di articoli rigorosamente cinesi. Un sistema che non tiene conto neppure della ricerca europea». Secondo Baldereschi, «è giusto chiedere che si intervenga con il miglioramento dell’illuminazione, ma bisognerebbe chiedere anche che ciò venga fatto nel migliore dei modi e nell’interesse della comunità, oltre che nel rispetto di logiche di tipo etico e di opportunità presenti sul territorio».
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