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Passerella aerea, prosegue lo scontro

Passerella aerea, prosegue lo scontro

Comitato Pop contro il sindaco Macelloni sul caso del referendum per il progetto del Comune

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PECCIOLI. Non si placano le polemiche sulla decisione del Comune di Peccioli di far valutare da un pool di avvocati se lo statuto e il regolamento comunale sono in linea con la normativa nazionale in tema di richieste di referendum da parte della cittadinanza. Una verifica che arriva dopo la presentazione di referendum abrogativo rispetto ai progetti di costruzione della passerella aerea nel capoluogo e della copertura di piazza dei Caduti a Fabbrica.

Questa volta è Magdi Nassar, per conto del comitato Partecipazione opere pubbliche (Pop) a criticare l’operato del sindaco Macelloni. La richiesta di referendum è stata avanzata proprio dallo stesso comitato. «L’iter per l’attuazione dei referendum abrogativi è chiaro – scrive Nassar – secondo la normativa vigente ed il regolamento comunale, entro 30 giorni dalla presentazione, il consiglio comunale deve nominare un comitato dei garanti per la valutazione di ammissibilità del quesito e successivamente devono essere raccolte le 600 adesioni, poi il via al voto».

«Le modifiche dei regolamenti non tutelano nessuno – riprende – se venisse modificato uno strumento e fatto agire retroattivamente sul quesito già presentato per poi ottenerne l’invalidamento sarebbe per noi facile intentare un ricorso e vincerlo, cosa che ovviamente faremmo. Io sarei contento, perché significherebbe bloccare l’opera anche per anni, ma preferirei che i cittadini potessero esprimersi e partecipare democraticamente».

Nella nota del comitato, le fasi concitate della discussione attorno all’argomento, durante la recente seduta del consiglio comunale, in cui Nassar ha detto: «Siamo felici che Macelloni abbia cambiato il suo rapporto con il referendum, ci si dovrà abituare, sarà il primo a cui chiederemo la firma di promozione. Tuttavia non comprendiamo come mai, se lo vuole, stia tentando di toglierlo dal regolamento, tra l’altro in maniera goffa e illegittima, forse mal consigliato da un segretario comunale che ha bisogno ad ogni occasione di ricorrere alle consulenze esterne perché sembra non conosce la normativa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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