La protesta
Stop partite di tennis, manca chi sa usare il defibrillatore
Peccioli: Alberto Falchi presidente Uisp spiega che «il problema è reale e purtroppo ce ne siamo resi conto soltanto ora. Cercheremo di trovare una soluzione rapida per garantire il servizio"
PECCIOLI. Se avete voglia di giocare una partita a tennis e dovete prenotare un campo, scartate per ora l’ipotesi di farlo a Peccioli. Questa attività, infatti, è sospesa da circa quindici giorni perché manca chi sappia usare il defibrillatore. Una situazione paradossale, per uno degli impianti più frequentati della Valdera. Della prenotazione dei campi si occupa la Uisp che ha in gestione l’impianto. L’ente ha anche una convenzione con l’Asd Circolo Tennis Peccioli che cura l’organizzazione dei corsi e che, al suo interno ha due persone formate e abilitate all’uso del defibrillatore, il maestro e il presidente. Ma che, ovviamente, non possono garantire la loro presenza per tutte le ore in cui la struttura rimane aperta.
Da qui la decisione dell’Uisp di sospendere l’attività legata all’affitto dei campi da tennis. La segnalazione arriva da un gruppo di giocatori che di solito frequentano l’impianto, situato nella zona sportiva di Peccioli. "Per prenotare un campo occorre telefonare una settimana prima del giorno in cui vogliamo giocare – dicono – Significa che c’è molta richiesta. Ma da una quindicina di giorni non si può più utilizzare l’impianto per un problema assurdo. La legge che prevede la presenza di una persona abilitata a usare i defibrillatori è dell’anno scorso, ma a Peccioli se ne sono accorti solo ora. E la soluzione che hanno trovato è quella di non far più prenotare i campi".
La conferma del problema arriva dal presidente della Uisp, Alberto Falchi, ex sindaco Pd di Palaia: "È vero, non prenotiamo i campi da quindici giorni. Da quando, cioè, ci siamo accorti che c’era questa grossa lacuna nell’organizzazione dell’utilizzo dell’impianti. Purtroppo si tratta di una situazione di cui ci siamo resi conti solo ora. E che dobbiamo risolvere al più presto".
Il rimedio, secondo Falchi, è formare qualcuno dello staff che lavora ai campi da tennis o al bar, locale in cui si trova il dispositivo. «Prima cercheremo di capire se, nell’ambito della convenzione con l’Asd Circolo Tennis Peccioli, abbiamo la possibilità di includere anche questo aspetto. Altrimenti, faremo seguire un corso di abilitazione a qualcuno del nostro personale".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
