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Un furto in Comune si trasforma in un caso politico
CASTELFRANCO. Macchinetta del caffè malfunzionante, ma era stata manomessa. È il fatto che, portato alla luce dal tecnico chiamato a riparare il distributore automatico, ha colto di sorpresa l'amminis...
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CASTELFRANCO. Macchinetta del caffè malfunzionante, ma era stata manomessa. È il fatto che, portato alla luce dal tecnico chiamato a riparare il distributore automatico, ha colto di sorpresa l'amministrazione comunale castelfranchese. Questo perché la macchinetta in questione, presa di mira da qualcuno che in tempi recenti ha asportato il cassetto interno con tutte le monete richiudendo poi il tutto, è niente meno che quella sita al primo piano del municipio, a disposizione del personale e a due passi dai vari uffici, dalla sede del consiglio e della giunta e dalla stanza del sindaco. Un luogo frequentatissimo e di passaggio che rende il tutto più paradossale, al punto che la questione ha finito per diventare politica, dopo che il Movimento 5 Stelle ha presentato un'interrogazione a riguardo.
«La sicurezza del palazzo del comune dovrebbe essere attentamente curata. Il fatto è grave di per sé, ma lo è anche dal punto di vista politico – dichiarano i grillini – Se il furto è stato fatto di giorno, il modo migliore per evitare altre sorprese è far sì che chiunque entri in Comune sia riconoscibile, attraverso tesserino di riconoscimento. In secondo luogo si dovrebbe accedere solo da un ingresso e dotare il Comune di una seconda serratura, dato che non sappiamo più in quanti hanno la chiave. Infine sarebbe utile un sistema di allarme per la notte».
A sparire sarebbero stati circa 150 euro in monete. L'autore dello scasso è riuscito a forzare lo sportello dietro cui si cela il cassetto con il denaro, lo avrebbe asportato e poi gettato dietro la macchina, richiudendo il tutto. Una situazione apparentemente normale che sulle prime non ha insospettito nessuno: «Il distributore automatico funzionava, anche se non restituiva più il resto», spiega il sindaco Gabriele Toti. Sarebbe stata poi l'assistenza ad accorgersi che il malfunzionamento altro non era che il risultato di un furto, rinvenendo dietro la macchina anche il cassettino vuoto. «È difficile capire chi sia l'autore del gesto ed anche quando il furto potrebbe essere avvenuto – dice il sindaco – Non c'erano segni di scasso nella macchinetta. Di sicuro, poi, non ci sono stati fenomeni di scasso o segni di intrusione nel palazzo, cosa che altrimenti farebbe ipotizzare un ingresso notturno».
Nilo Di Modica
«La sicurezza del palazzo del comune dovrebbe essere attentamente curata. Il fatto è grave di per sé, ma lo è anche dal punto di vista politico – dichiarano i grillini – Se il furto è stato fatto di giorno, il modo migliore per evitare altre sorprese è far sì che chiunque entri in Comune sia riconoscibile, attraverso tesserino di riconoscimento. In secondo luogo si dovrebbe accedere solo da un ingresso e dotare il Comune di una seconda serratura, dato che non sappiamo più in quanti hanno la chiave. Infine sarebbe utile un sistema di allarme per la notte».
A sparire sarebbero stati circa 150 euro in monete. L'autore dello scasso è riuscito a forzare lo sportello dietro cui si cela il cassetto con il denaro, lo avrebbe asportato e poi gettato dietro la macchina, richiudendo il tutto. Una situazione apparentemente normale che sulle prime non ha insospettito nessuno: «Il distributore automatico funzionava, anche se non restituiva più il resto», spiega il sindaco Gabriele Toti. Sarebbe stata poi l'assistenza ad accorgersi che il malfunzionamento altro non era che il risultato di un furto, rinvenendo dietro la macchina anche il cassettino vuoto. «È difficile capire chi sia l'autore del gesto ed anche quando il furto potrebbe essere avvenuto – dice il sindaco – Non c'erano segni di scasso nella macchinetta. Di sicuro, poi, non ci sono stati fenomeni di scasso o segni di intrusione nel palazzo, cosa che altrimenti farebbe ipotizzare un ingresso notturno».
Nilo Di Modica
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