Sicurezza
Pedina l’ex per rivederla dopo il matrimonio
È l’ultimo episodio di stalking di cui si sono occupati i carabinieri. Le molestie a sfondo sentimentale sono una costante. Per tre casi eseguite misure cautelari
PONTEDERA. Sembra di sentire il pensiero di Mazzarò nelle Novelle del Verga: “Roba mia, vientene con me”. Solo che nelle storie che quasi ogni giorno finiscono al centro delle cronache non si parla di oggetti, di beni materiali, ma di persone. Costrette a vivere nell’ansia, a dover cambiare abitudini e stili di vita per evitare di finire nelle grinfie del persecutore che, quando va bene, è stato un fidanzato, oppure un marito, un padre di famiglia.
Anche in Valdera il male oscuro dello stalking non conosce tregua. Le campagne di informazione, gli inviti alle vittime a denunciare subito le violenze, alla prima sberla ricevuta, non sembrano in grado di incidere sui comportamenti di ex respinti. Tre sono stati gli episodi più gravi di cui si sono occupati nel corso di quest’anno i carabinieri e che hanno condotto all’adozione di misure cautelari nei confronti dell’autore degli atti persecutori. Il primo, che è anche il più recente in ordine di tempo, riguarda un operaio di circa 30 anni, che abita a Pontedera. Lui si era innamorato di una giovane donna che poi però lo ha lasciato e si è sposata con un altro.
La fine della relazione non ha però segnato un limite anche all’innamoramento del fidanzato “respinto”. Così l’uomo ha cercato più volte di avvicinare la ex anche quando quest’ultima andava a fare la spesa al supermercato Panorama. La storia si ripete: lui che cerca chiarimenti e spiegazioni anche quando ormai da dire non c’è più niente. L’operaio, dopo che la ex si è rivolta ai carabinieri, ha ricevuto prima un ammonimento e poi la diffida ad avvicinarsi all’ex. Fino a che, poco tempo fa, all’ennesima violazione del divieto di avvicinamento, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
Un altro caso riguarda una coppia con figli. La donna, stanca delle violenze verbali del coniuge e delle minacce, lo ha denunciato. Lui la minacciava di morte: “Ti sgozzo”, sembrava volesse ucciderla. Quando la Procura ha ottenuto il divieto di avvicinamento alla casa coniugale la coppia, non si sa come, era riuscita a ritrovare la serenità. La donna ha ritirato le querele e per ora non sembrano esserci state ricadute.
Il terzo caso con misura cautelare riguarda un pasticcere che si è innamorato di una sua dipendente. E quando lei lo ha lasciato, è successo l’impensabile. Ma dopo le denunce e il divieto di avvicinamento alla giovane l’uomo ha capito. «Se inizialmente non si rendeva conto di quello che stava facendo – hanno spiegato i carabinieri – quando gli abbiamo notificato il provvedimento e gli abbiamo parlato più volte, piano, piano ha capito e si è calmato».
Questi i casi più eclatanti, diciamo così, di cui si sono occupati i carabinieri di Pontedera. Molti altri sono stati risolti con mediazioni. Nel corso degli anni l’Arma, recependo le istanze sociali sempre più attente alle vittime e alla centralità della loro tutela anticipata, «ha adottato un insieme di misure organizzative, formative e operative nel settore», così da mettere in campo interventi prima che i conflitti finiscano fuori controllo.
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