Sicurezza
la sentenza
Rubò alla Losanga, condanna lampo
PONTEDERA. «Chissà se quella coscia era dolce o salata». Trenta bottiglie di vino e un prosciutto che aveva già nascosto in auto. Andrea Caciagli, 43 anni, lo hanno beccato a inizio mese in flagrante,...
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PONTEDERA. «Chissà se quella coscia era dolce o salata». Trenta bottiglie di vino e un prosciutto che aveva già nascosto in auto. Andrea Caciagli, 43 anni, lo hanno beccato a inizio mese in flagrante, mentre faceva ancora avanti e indietro dalla Losanga.
Per entrare nel ristorante aveva infranto una delle porte a vetri, e poi le vetrine all’interno del locale sulla la Tosco Romagnola, ai Villaggi. Nell’udienza di convalida dell’arresto, il 3 novembre scorso, punteggiò il suo racconto di «non ricordo». Poi, alla fine, cedette: «Via, su, allora sarò stato io», come se i carabinieri del nucleo radiomobile non lo avessero preso sul fatto, appunto. Ieri nell’udienza di fronte al giudice Luca Salutini, il legale Francesco Paolo Arnò ha chiesto comprensione e le attenuanti per un uomo dal passato difficile. Caciagli è stato condannato ad un anno e due mesi e 300 euro di multa.
I carabinieri e la polizia avevano recuperarono prima una parte della refurtiva e poi il resto. Il proprietario del ristorante, infatti, arrivato nel negozio, si rese conto che mancava altra merce oltre a quella trovata sul posto. Caciagli si era preso il tempo di andare a casa e depositare qualcosa. Durante la perquisizione domiciliare così furono rinvenute altre 27 bottiglie di alcolici e il prosciutto. Dopo le formalità, l’uomo era stato trattenuto in camera di sicurezza. Il titolare della Losanga, Marcello Guelfi, oltre a ringraziare le forze dell’ordine, spese subito parole di ringraziamento per il passante che per primo si rese conto – erano circa le tre della notte – di ciò che stava succedendo. «Trovo giusto ringraziarlo – disse – perché non si è girato dall’altra parte e ha permesso di prendere l’autore del furto e, soprattutto, di recuperare la refurtiva».
Per entrare nel ristorante aveva infranto una delle porte a vetri, e poi le vetrine all’interno del locale sulla la Tosco Romagnola, ai Villaggi. Nell’udienza di convalida dell’arresto, il 3 novembre scorso, punteggiò il suo racconto di «non ricordo». Poi, alla fine, cedette: «Via, su, allora sarò stato io», come se i carabinieri del nucleo radiomobile non lo avessero preso sul fatto, appunto. Ieri nell’udienza di fronte al giudice Luca Salutini, il legale Francesco Paolo Arnò ha chiesto comprensione e le attenuanti per un uomo dal passato difficile. Caciagli è stato condannato ad un anno e due mesi e 300 euro di multa.
I carabinieri e la polizia avevano recuperarono prima una parte della refurtiva e poi il resto. Il proprietario del ristorante, infatti, arrivato nel negozio, si rese conto che mancava altra merce oltre a quella trovata sul posto. Caciagli si era preso il tempo di andare a casa e depositare qualcosa. Durante la perquisizione domiciliare così furono rinvenute altre 27 bottiglie di alcolici e il prosciutto. Dopo le formalità, l’uomo era stato trattenuto in camera di sicurezza. Il titolare della Losanga, Marcello Guelfi, oltre a ringraziare le forze dell’ordine, spese subito parole di ringraziamento per il passante che per primo si rese conto – erano circa le tre della notte – di ciò che stava succedendo. «Trovo giusto ringraziarlo – disse – perché non si è girato dall’altra parte e ha permesso di prendere l’autore del furto e, soprattutto, di recuperare la refurtiva».
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