Il Tirreno

Pontedera

Marmitte in vendita operai più ottimisti

Marmitte in vendita operai più ottimisti

Alla Tmm un camion ha caricato prodotti finiti e da consegnare

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PONTEDERA. Giornata di lavoro, quella di ieri alla Tmm. Con la fabbrica chiusa e gli 84 operai licenziati, può sembrare un paradosso. Invece è una novità ed è considerata anche in maniera positiva sia dai lavoratori, in presidio davanti ai cancelli da più di cento giorni e dal liquidatore, Roberto Dell’Omodarme.

Già, perché lo stesso professionista pisano e i suoi collaboratori hanno fatto entrare un camion per caricare marmitte prodotte nell’ultimo periodo di attività dell’azienda appartenente all’indotto metalmeccanico legato alla Piaggio. Una commessa già venduta che andava consegnata. «Che equivale a denaro incassato da destinare alla liquidazione», sottolinea Dell’Omodarme. Il difficile è stato trovare i prodotti che interessavano nella marea di marmitte presenti nel capannone di viale Africa. Una ricerca in base ai codici che ha richiesto un super lavoro.

Ma sotto il tendone del presidio, gli ex dipendenti di Tmm hanno salutato la riapertura dei cancelli, seppur per far entrare il mezzo per caricare le marmitte, come una novità positiva. Ok i soldi per la liquidazione. Ma a loro interessa ricevere speranze per il futuro. Che è rappresentato da un imprenditore fiorentino che sta parlando proprio con Dell’Omodarme per acquisire o meno la Tmm. E con l’azienda anche una parte o tutti i lavoratori rimasti senza occupazione. «Speriamo sia un segnale positivo – dicono gli operai – Tolgono materiale perché già venduto e che deve essere consegnato. Ma nel frattempo eliminano anche elementi che occupano spazio. Potrebbe essere l’inizio di una pulizia in vista dell’esito positivo della trattativa».

Di fatto, il liquidatore non conferma questo scenario. Lui era nella fabbrica per un motivo, non per fare spazio al nuovo imprenditore. «Anche se – ammette – il discorso con questa persona sta andando avanti. Come ho ribadito più volte nei giorni scorsi, non esiste ancora una trattativa, perché non ci sono gli elementi per definirla tale. E, soprattutto, non c’è un’offerta concreta per l’acquisto. Quando ce l’avremo, annunceremo che è in corso una trattativa. Ma per ora non possiamo sbilanciarci in nessuna direzione. Resta il fatto, però, che continuare il confronto con l’imprenditore rappresenta un elemento positivo a prescindere».

Speranze e dita incrociate per una situazione che si trascinerà ancora per un po’ di tempo. C’è chi dice un mese. Chi sostiene che serviranno più settimane per l’eventuale chiusura. Fatto sta che gli ex dipendenti della Tmm stanno scrivendo una pagina storica nel mondo sindacale della Valdera, dove il movimento operaio è sempre stato molto radicato, anche per la presenza della Piaggio, ma in particolar modo per l’universo di piccole e medie aziende che hanno caratterizzato il settore metalmeccanico della provincia di Pisa. E che si sta, lentamente ma in maniera inesorabile, assottigliando, lasciando in vita solo poche realtà. Tmm è stata una di queste ma, al momento, è sparita insieme ad altre fabbriche. Lo sforzo di tutti è improntato affinché dalle ceneri dell’impresa possa nascere un’altra storia di grande avvenire.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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