Attenzione
Case popolari, ammessi l’83% dei richiedenti
L’assessore Cecchi: la rivoluzione nei punteggi mette al primo posto disabilità e stabilità dei nuclei
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PONTEDERA. Pubblicata sull'albo online del Comune di Pontedera la graduatoria definitiva relativa al bando per le case popolari anno 2016, il primo dopo l'applicazione della nuova legge regionale 41/2015. Su un totale di 278 partecipanti, sono stati ammessi 232 nuclei (83%), e ne sono stati esclusi 46 (17%).
La graduatoria generale contava nel 2010 298 nominativi e 387 nel 2012 (erano però sommati automaticamente anche i nominativi del bando precedente, anche se non avevano fatto nuovamente domanda). Tra i motivi principali di esclusione, che in parte possono giustificare anche la flessione degli ammessi e dei partecipanti, ci sono la mancata presentazione di certificati attestanti la proprietà di beni all'estero e la mancanza di residenza in Toscana da almeno 5 anni (21 e 9 casi). Nella parte alta della graduatoria, a fare la differenza nei punteggi, sono la presenza di disabili nel nucleo (fino a 6 punti), la permanenza da più anni in graduatoria (fino a 5 punti), la regolarità nel pagamento dell'affitto (3 punti), la residenza a Pontedera da almeno 10 anni (2 punti), almeno tre figli minori (2 punti).
Marco Cecchi, assessore al Sociale e alla casa del Comune, commenta: «Dopo la riforma della legge regionale sulla casa, assistiamo a una rivoluzione nei punteggi e nelle graduatorie che mettono al primo posto due fattori: la disabilità e la stabilità abitativa dei nuclei. Sono infatti risultati nella fascia alta (i primi 94 nuclei, quelli fino a 8 punti) le famiglie la cui condizione economica è aggravata dalla presenza nel nucleo di persone con disabilità fisiche o mentali certificate e quelle che, pur essendo in situazione economica difficile, hanno con regolarità pagato un affitto e partecipato da più tempo ai bandi di edilizia residenziale pubblica. Mi sembrano due criteri oggettivamente validi per individuare tra tutte le famiglie con disagio abitativo quelle meritevoli di un maggior aiuto. La richiesta di certificati sui beni posseduti all'estero non ha invece influito più di tanto».
«Contiamo da dicembre a marzo 2018 di fare un primo scorrimento nella graduatoria grazie alla disponibilità di circa 30 alloggi di risulta, cioè lasciati liberi da precedenti inquilini. Grazie a un contributo economico del ministero dei Lavori pubblici destinato ai Comuni ad alta tensione abitativa - spiega Cecchi - Apes metterà mano a 20 alloggi che necessitano gravosi interventi di manutenzione straordinaria. Per altri 10 alloggi, che hanno bisogno invece di interventi più piccoli, si procederà nell'assegnazione individuando nuclei disponibili all'autorecupero, una formula che permette di entrare subito in casa popolare a patto di farsi carico di una spesa iniziale, da detrarre dagli affitti futuri».
La graduatoria generale contava nel 2010 298 nominativi e 387 nel 2012 (erano però sommati automaticamente anche i nominativi del bando precedente, anche se non avevano fatto nuovamente domanda). Tra i motivi principali di esclusione, che in parte possono giustificare anche la flessione degli ammessi e dei partecipanti, ci sono la mancata presentazione di certificati attestanti la proprietà di beni all'estero e la mancanza di residenza in Toscana da almeno 5 anni (21 e 9 casi). Nella parte alta della graduatoria, a fare la differenza nei punteggi, sono la presenza di disabili nel nucleo (fino a 6 punti), la permanenza da più anni in graduatoria (fino a 5 punti), la regolarità nel pagamento dell'affitto (3 punti), la residenza a Pontedera da almeno 10 anni (2 punti), almeno tre figli minori (2 punti).
Marco Cecchi, assessore al Sociale e alla casa del Comune, commenta: «Dopo la riforma della legge regionale sulla casa, assistiamo a una rivoluzione nei punteggi e nelle graduatorie che mettono al primo posto due fattori: la disabilità e la stabilità abitativa dei nuclei. Sono infatti risultati nella fascia alta (i primi 94 nuclei, quelli fino a 8 punti) le famiglie la cui condizione economica è aggravata dalla presenza nel nucleo di persone con disabilità fisiche o mentali certificate e quelle che, pur essendo in situazione economica difficile, hanno con regolarità pagato un affitto e partecipato da più tempo ai bandi di edilizia residenziale pubblica. Mi sembrano due criteri oggettivamente validi per individuare tra tutte le famiglie con disagio abitativo quelle meritevoli di un maggior aiuto. La richiesta di certificati sui beni posseduti all'estero non ha invece influito più di tanto».
«Contiamo da dicembre a marzo 2018 di fare un primo scorrimento nella graduatoria grazie alla disponibilità di circa 30 alloggi di risulta, cioè lasciati liberi da precedenti inquilini. Grazie a un contributo economico del ministero dei Lavori pubblici destinato ai Comuni ad alta tensione abitativa - spiega Cecchi - Apes metterà mano a 20 alloggi che necessitano gravosi interventi di manutenzione straordinaria. Per altri 10 alloggi, che hanno bisogno invece di interventi più piccoli, si procederà nell'assegnazione individuando nuclei disponibili all'autorecupero, una formula che permette di entrare subito in casa popolare a patto di farsi carico di una spesa iniziale, da detrarre dagli affitti futuri».
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