Il Tirreno

Pontedera

il giovane nigeriano riposerà nel cimitero di casteldelbosco 

L’addio a Benson, travolto dal treno

L’addio a Benson, travolto dal treno

I funerali sono stati pagati con l’aiuto della comunità montopolese

2 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI. Sopra la bara c’era la bandiera bianca e verde delle Nigeria, in una chiesa che lentamente si è riempita di decine di ragazzi di colore, molti arrivati alla spicciolata da Pontedera e non solo. È l’ultimo saluto a Benson Uchennaia Nwughala, il 31enne travolto e ucciso da un treno, lo scorso 4 settembre, alla stazione di San Romano, che da ieri riposa nel cimitero di Casteldelbosco dopo oltre tre mesi di incertezze e di complicate difficoltà burocratiche.

«Quando il sindaco mi ha raccontato questa storia sono rimasto commosso – ha detto dall’altare della chiesa di San Brunone il parroco don Emmanuel Mpolo, anche lui di origine nigeriana -. La comunità del comune di Montopoli, in questo modo, ha voluto rendere a Benson la sua dignità. E noi come africani siamo grati per questo gesto». Un ringraziamento che è stato anche un appello, rivolto ai tanti ragazzi di colore arrivati a Casteldelbosco, per riscoprire l’unità del proprio popolo anche e soprattutto in un momento di dolore. «Sono queste situazioni – ha proseguito il parroco - che devono unirci fra noi nigeriani, per crescere nella vita come nella fede. E questo senza la carità e l'amore non riusciremo a farlo».

Presente nelle prime file il vicesindaco Linda Vanni, che fin da subito si era attivata per rintracciare i familiari del 31enne, tutti residenti nel paese africano, ma soprattutto per consegnare la sua salma ad una degna sepoltura.

L’aiuto, alla fine, è arrivato dalla stessa comunità nigeriana e da alcuni cittadini, a cominciare dall’azienda di onoranze funebri Sicuranza Service che si è resa disponibile per organizzare il funerale quasi a costo zero. Quello che mancherà, soprattutto per le spese burocratiche, sarà coperto con un aperitivo solidale in programma stasera, alle 19, al circolo Arci Torre Giulia di San Romano. È proprio qui, infatti, in un immobile a pochi passi dalla ferrovia, che il 31enne nigeriano aveva preso il proprio domicilio pochi mesi prima della tragedia, ospite di alcuni amici connazionali, nonostante fosse residente nel grossetano.(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa