Attenzione
martedì la presentazione con don ciotti e il vescovo
Don Armando costruttore di ponti
di Silvia Volpi
“Un prete secondo Francesco”: esce il libro sul parroco di Perignano
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PERIGNANO. Un prete selvaggio che contempla, sogna e costruisce. Stanno in queste parole le tre anime di don Armando Zappolini, da pochi giorni in libreria con la sua storia intitolata “Un prete secondo Francesco” (edizioni San Paolo).
A presentarlo, martedì pomeriggio alle 18 a Perignano, saranno don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e il vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca. Appuntamento al Centro pastorale Madre Teresa di Calcutta. L’incontro sarà coordinato da don Alessandro Andreini, assistente regionale Ucsi.
«Non è ancora tempo di fare memorie, ho ancora tanti progetti – spiega don Zappolini – Ho scritto il libro accogliendo una proposta dell’editore di raccontare i miei tanti impegni e le mie esperienze, ma soprattutto credo con questo lavoro di poter dare senso a chi in questi anni ha vissuto nella chiesa come uno strano, ai tanti preti che non hanno potuto vivere la parrocchia e insieme essere selvaggi di strada. Dire a chi non ce l’ha fatta che non siamo noi gli strani. Dalla vita di parrocchia al Bhalobasa fino al Cnca, ho avuto la fortuna di poter fare molto, grazie anche ai vescovi che ho conosciuto e alle persone che ho incontrato».
Don Zappolini ha scritto la sua storia al compimento dei sessant’anni. Parroco di Perignano, Quattro Strade, Lavaiano e Gello, dal 2011 è presidente del Coordinamento delle comunità di accoglienza (Cnca). Nel 1990 conosce Madre Teresa di Calcutta che arrivò nella chiesa di Perignano una mattina di maggio di quell’anno; poi fonda l’associazione Bhalobasa per organizzare azioni di aiuto per le popolazioni dell’India e di altri Paesi del Sud del mondo. Allarga il suo impegno nel sociale aprendo a Usigliano di Lari una comunità per giovani tossicodipendenti, non molla le sue parrocchie, organizza viaggi di aiuto in varie parti del mondo, moltiplica persone e progetti intorno a sé. Diventa un costruttore di ponti, come si definisce.
La prefazione al libro è firmata da don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele in aiuto ai tossicodipendenti, poi dell’associazione Libera contro le mafie in tutta Italia. Ciotti ha contribuito alla nascita del Cnca che ha presieduto per molti anni e che ora è guidato da don Zappolini.
«Conosco Armando da anni – scrive don Ciotti nella prefazione –, eppure leggere queste pagine appassionate, nelle quali ripercorre la sua storia di uomo e di prete, è stata una sorpresa e un piacere. La sorpresa per essere venuto a conoscenza di episodi che ignoravo ma significativi e un piacere perché è sempre bello riconoscere in un’esistenza il segno della coerenza, e quella di Armando è una vita che ha perseguito coerentemente e tenacemente i suoi sogni e ideali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
A presentarlo, martedì pomeriggio alle 18 a Perignano, saranno don Luigi Ciotti, presidente di Libera, e il vescovo di San Miniato, monsignor Andrea Migliavacca. Appuntamento al Centro pastorale Madre Teresa di Calcutta. L’incontro sarà coordinato da don Alessandro Andreini, assistente regionale Ucsi.
«Non è ancora tempo di fare memorie, ho ancora tanti progetti – spiega don Zappolini – Ho scritto il libro accogliendo una proposta dell’editore di raccontare i miei tanti impegni e le mie esperienze, ma soprattutto credo con questo lavoro di poter dare senso a chi in questi anni ha vissuto nella chiesa come uno strano, ai tanti preti che non hanno potuto vivere la parrocchia e insieme essere selvaggi di strada. Dire a chi non ce l’ha fatta che non siamo noi gli strani. Dalla vita di parrocchia al Bhalobasa fino al Cnca, ho avuto la fortuna di poter fare molto, grazie anche ai vescovi che ho conosciuto e alle persone che ho incontrato».
Don Zappolini ha scritto la sua storia al compimento dei sessant’anni. Parroco di Perignano, Quattro Strade, Lavaiano e Gello, dal 2011 è presidente del Coordinamento delle comunità di accoglienza (Cnca). Nel 1990 conosce Madre Teresa di Calcutta che arrivò nella chiesa di Perignano una mattina di maggio di quell’anno; poi fonda l’associazione Bhalobasa per organizzare azioni di aiuto per le popolazioni dell’India e di altri Paesi del Sud del mondo. Allarga il suo impegno nel sociale aprendo a Usigliano di Lari una comunità per giovani tossicodipendenti, non molla le sue parrocchie, organizza viaggi di aiuto in varie parti del mondo, moltiplica persone e progetti intorno a sé. Diventa un costruttore di ponti, come si definisce.
La prefazione al libro è firmata da don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele in aiuto ai tossicodipendenti, poi dell’associazione Libera contro le mafie in tutta Italia. Ciotti ha contribuito alla nascita del Cnca che ha presieduto per molti anni e che ora è guidato da don Zappolini.
«Conosco Armando da anni – scrive don Ciotti nella prefazione –, eppure leggere queste pagine appassionate, nelle quali ripercorre la sua storia di uomo e di prete, è stata una sorpresa e un piacere. La sorpresa per essere venuto a conoscenza di episodi che ignoravo ma significativi e un piacere perché è sempre bello riconoscere in un’esistenza il segno della coerenza, e quella di Armando è una vita che ha perseguito coerentemente e tenacemente i suoi sogni e ideali».
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